Enti locali: compensi oscuri e valzer di poltrone – Incarichi strapagati, trasparenza riottosa e pletora di ex politici nelle “partecipate” della pubblica amministrazione

Incarichi strapagati, trasparenza riottosa e pletora di ex politici nelle "partecipate" della pubblica amministrazione



Il comma 735 della legge finanziaria 2007 stabilisce per tutte le pubbliche amministrazioni l’obbligo alla pubblicazione online, nei siti istituzionali dei rispettivi enti locali, dei compensi pagati agli amministratori delle società partecipate. E’ inoltre prescritto l’onere di aggiornare semestralmente dette informazioni.

A distanza di otto mesi dall’entrata in vigore della Legge, Il Sole 24 Ore traccia un bilancio sull’attuazione della norma che dovrebbe consegnare alla luce del sole i compensi pagati ai manager delle società a partecipazione pubblica… e che pone ancora una volta in evidenza i vizi della nostra politica.

Ciò che in altre nazioni è dato per scontato, come il diritto dei cittadini a conoscere come vengono spesi i soldi raccolti dall’erario allo scopo di amministrare al meglio il paese (v. ad esempio i bilanci ufficiali della Corona Britannica), in Italia è ancora – nonostante la Legge – un privilegio concesso a pochi contribuenti.

Dall’indagine condotta dal quotidiano della Confindustria emerge infatti la riottosità diffusa di comuni, province e regioni ad adeguarsi alla normativa.
Su 20 regioni, solo 15 risultano adempienti, nella fattispecie: Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania e Trentino Alto Adige.
La trasparenza ancora è lungi da casa nei comuni e nelle province di Roma, Torino, Campobasso, Catanzaro, Cagliari, Potenza, nonché nel comune di Milano, per citare solo alcune delle amministrazioni più corpose.

Servirà la sanzione fino a 10mila euro prevista per gli inadempienti dal ministro dell’Innovazione nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais, a far sì che Veltroni, Moratti, Gasbarra, Cuffaro & co. rendano pubblici, sui rispettivi siti, nomi e compensi degli amministratori locali?
Una risposta eloquente la fornisce proprio quest’ultimo, il presidente della regione Sicilia: «Certo che la democrazia non si sa dove abbia dimora. Colpire tout-cort, è il messaggio che passa apprendendo da Sole 24Ore che, insieme ad altri amministratori, la Regione siciliana avrebbe messo ‘al riparo dal web’ i compensi dei manager locali». Un ritardo, sostiene il governatore, è sacrosanto, ma di poco conto confronto alla mancata diffusione di altri compensi, portando ad esempio quello percepito dal giornalista Michele Santoro per il programma ‘Anno zero’.

A stupire non sono solo i bilanci reticenti degli enti locali. Nei casi in cui, infatti, il dovere viene adempiuto, le informazioni rese pubbliche lasciano spazio a nuove perplessità.
Due gli elementi che colpiscono maggiormente l’attenzione: gli importi stratosferici di alcuni incarichi e il valzer di poltrone tra ex politici e amministratori di imprese para-pubbliche o manager che imperlano compensi sommando doppi o tripli incarichi tra pubblico e privato.

Alcuni casi, tra i più eclatanti.
La provincia autonoma di Trento ha il record di spesa, con 1185 milioni distribuiti tra 22 consociate, più cara di Campania, Lombardia e Veneto dove il costo dei numerosi consiglieri d’amministrazione supera comunque i 900 mila euro.
Nota di merito al Piemonte di Mercedes Bresso: il costo di tutti i manager nominati corrisponde a 330.580 euro.

Dal carosello dei nomi in carica emerge una tendenza diffusa indistintamente su tutta la penisola: all’interno di regioni e province sembra brutto dimenticare i vecchi amministratori, ai quali si riserva volentieri qualche altolocata poltrona nelle numerose “partecipate”.
Ne fa un documentato escursus Michele Rana, nel proprio blog, da cui traiamo alcuni esempi. In Campania Alessandro Bocchino, ex assessore a Napoli, percepisce 60 mila euro l’anno come presidente dell’Ente Funzionale per l’Innovazione e lo Sviluppo Regionale. Alla Provincia di Venezia viene conferito nel 2006 un doppio incarico all’ex Presidente della Provincia: Presidente di San Servolo Servizi srl (30 mila euro) e consigliere di Autostrada Brescia-Padova spa (40 mila euro). Luca Cordero di Montezemolo riceve 110.000 euro per la Presidenza della Fiera di Bologna, indicato congiuntamente da Provincia, Comune e Camere di Commercio. Comune e provincia di Bologna conferiscono 80.000 euro anche a Lamberto Cotti ex consigliere regionale dei Ds in Emilia Romagna, ora Presidente di Srm, società reti e mobilità…
Il catalogo (in parte) è questo, anch’esso narra di conquiste… che anziché riempire il cuore, riempiono i portafogli.

L.F.

 

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