Telemarketing: arriva il prefisso unico per i call center. Assocontact: “A rischio 20mila posti”

Contro il telemarketing aggressivo arriva il prefisso unico per i call center e nuove regole per il registro delle opposizioni

Arriva il prefisso unico per i call center con l’obiettivo di mettere fine alle chiamate di telemarketing che per molti consumatori risultano “moleste”. L’idea è stata lanciata dal leghista Jonny Crozio ed approvata all’unanimità al Senato. Fra le novità la creazione di un prefisso unico per i call center che si occupano di pubblicità e di vendita di prodotti oppure servizi. Tre numeri che consentiranno di individuare immediatamente di chi si tratta e consentiranno ai consumatori di decidere liberamente se rispondere oppure no.

Un’altra novità sarà il registro delle opposizioni, uno strumento che verrà ulteriormente rafforzato. Potranno infatti iscriversi tutti i numeri, cellulari e fissi, sia quelli presenti nell’elenco abbonati, che quelli che non ci sono. Non solo: con l’iscrizione si potrà cancellare anche qualsiasi assenso dato in precedenza (spesso per sbaglio e accettando piccole clausole). Chi violerà le regole andrà incontro a pesanti sanzioni con multe sino a 250mila euro e la revoca dell’autorizzazione per il servizio.

E se per i consumatori quella del prefisso unico sembra essere una buona notizia, Assocontact, associazione che rappresenta le società di Contact Center, non è della stessa idea. “L’approvazione al Senato del disegno di legge che promette l’istituzione del prefisso unico per tutti i call center impegnati nel lavoro di telemarketing rischia di compromettere l’intero settore mettendo a rischio più di 20mila posti di lavoro – ha fatto sapere l’associazione – il prefisso unico non risolverà di certo il problema del telemarketing selvaggio”.

“Le chiamate con le proposte commerciali  – si legge ancora nella nota di Assocontact – si mischieranno a quelle moleste con un grave danno per il consumatore e l’operatore telefonico che non sarà messo nelle condizioni di poter svolgere serenamente il proprio lavoro. Un disegno di legge che, se passerà anche alla Camera, di fatto non permetterà alle aziende di contattare direttamente i propri clienti e che, anzi, continuerà a gettare discredito all’intero settore. Il risultato che si persegue attraverso questa norma è solo la fine delle attività di telemarketing. A queste condizioni le aziende saranno costrette ad investire su altri canali e forme di vendita”.

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