Prove di rilancio per il telelavoro

Il ministro del Lavoro annuncia l’arrivo di incentivi per la diffusone del lavoro a distanza. Un istituto che potrebbe conciliare occupazione e impegni familiari

Le aziende saranno invogliate a fare lavorare da casa i proprio dipendenti. La promessa arriva dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, in occasione del Forum organizzato dai consulenti del lavoro sulle novità della manovra estiva.
Per Sacconi è necessario individuare incentivi e agevolazioni per spingere le imprese ad adottare questa forma di lavoro, visto che “Il telelavoro”, ha spiegato il ministro, “è stato introdotto in un momento in cui le nuove tecnologie e i sistemi di organizzazione della produzione erano lontani dalle possibilità offerte oggi”.

Sarà la volta buona? Intanto i dati ufficiali sanciscono il completo insuccesso dell’istituto. Sono appena 55mila, in Italia, a lavorare in telelavoro. Secondo i risultati dell’indagine Isfol Plus (comunque relativi al 2008) in Italia appena il 7% dei 771mila dipendenti di aziende che prevedono questo tipo di contratto svolgono il telelavoro. Oltre a questi, sarebbero oltre 2milioni e 100mila coloro che vorrebbero “telelavorare” in futuro, se la loro aziende lo rendesse possibile.
Gli incentivi per il telelavoro dovrebbero interessare soprattutto per le madri e padri con lo scopo di conciliare il tempo del lavoro con la famiglia.

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