Telelavoro. Meno stress, ma carriera bloccata

Secondo uno studio inglese migliora il legame con l'azienda, ma azzera ogni possibilità di promozione

 

Minor nervosismo, maggior equilibrio tra professione e famiglia. Ma possibilità di avanzamento ridotte al lumicino. In pratica il minor stress da ufficio è sostituito dal maggior stress da carriera.
E’ questo il risultato di uno studio realizzato dall’università di Durham sugli effetti del lavoro “da casa”.

Il telelavorante è molto vicino ai problemi dell’azienda. Anche di più rispetto agli impiegati in ufficio. Lo rivela sempre l’indagine inglese che sottolinea la forte fidelizzazione di chi presta il proprio lavoro da casa.

Gli studiosi hanno analizzato 749 questionari di lavoratori impegnati nei media, in società finanziarie e di consulenza. Il primo dato emerso è che il 43% delle persone che lavorano da casa ammette di subire lo stress da lavoro, contro il 65% degli impiegati che lavorano in ufficio. Incombe, però, l’ansia da carriera. Infatti chi lavora da casa avverte il disagio di non poter partecipare alle strategie che solo in ufficio si creano e che costituiscono una forte opportunità di avanzamento. Nonostante ciò, ben il 69% di coloro che lavorano da casa si dice legato alla propria azienda e quindi è professionalmente affidabile.

Tra gli effetti negativi del telelavoro sembra, poi, porsi anche l‘invidia. Ovvero l’opportunità di lavorare da casa rende i dipendenti più soddisfatti, ma genera una certa insoddisfazione a chi questa possibilità non è concessa.
Questa volta è il Rensselaer Polytechnic Institute ha rivelare l’effetto invidia da lavoro casalingo. Secondo l’indagine, la rabbia di chi è costretto a stare in ufficio tende addirittura ad aumentare in funzione della percentuale dei colleghi ai quali è accordata la possibilità di lavorare da casa.

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