In quattro intorno al tavolo del caro vita – Al via il confronto fra governo e sindacati sul potere d’acquisto. In discussione una manovra da otto miliardi

Al via il confronto fra governo e sindacati sul potere d'acquisto. In discussione una manovra da otto miliardi



Si apre oggi il tavolo di confronto sul potere d’acquisto fra governo e sindacati a Palazzo Chigi. E il piatto della discussione si presenta ricco. Una decisione dovrà essere presa su ritorno delle detrazioni Irpef da lavoro dipendente, dote fiscale per i figli, intervento per sterilizzare gli aumenti di benzina e riscaldamento. Il tutto per uno sforzo finanziario valutabile intorno agli otto miliardi di euro che il governo si sta impegnando a recuperare.

In discussione anche il nodo delle risorse per i contratti pubblici, che ammonta almeno a tre miliardi, e l’intervento sulle aliquote Irpef. Quest’ultimo tema è stato avanzato espressamente dai sindacati che hanno chiesto la riduzione della terza aliquota (tra i 28 e i 55 mila euro) e raccolto dal governo che, in vista della riforma della tassazione dei redditi personali, sta lavorando anche ad un progetto di riduzione dal 23 al 20 percento della prima aliquota (fino a 15 mila euro).

L’obiettivo è un’intesa per evitare lo sciopero generale minacciato da Cgil, Cisl e Uil. Al più presto, secondo quanto sta emergendo, potrebbero scattare le detrazioni per i costi da produzione di reddito per il lavoro dipendente (il costo andrebbe da 900 milioni nella soluzione minima tra 15 e 35 mila euro ad un intervento totale di 4,4 miliardi per l’intera platea di lavoratori e pensionati).

L’altra misura è l’unificazione degli assegni familiari e detrazioni Irpef per i figli a partire da 2.550 euro: anche in questo caso la spesa si aggira tra un miliardo (solo fino a tre anni) e 3,5 (fino a 18 anni). Sul piano delle risorse si guarda dunque alla Trimestrale di cassa e al provvedimento dato sempre per imminente sulle rendite finanziarie (due-tre miliardi). I tagli delle aliquote finirebbero, invece, nella Finanziaria 2009.

Non viene accantonata la questione della detassazione degli aumenti contrattuali. Ci sono tuttavia due scuole di pensiero: Rifondazione e in parte la Uil vorrebbero detassare il contratto nazionale slegando di fatto gli aumenti dalla produttività; Cgil e Cisl invece, con la sponda del governo, vorrebbero favorire con incentivi la contrattazione aziendale dove conta la produttività. L’eventuale intesa dovrà passare al vaglio di un vertice dell’Unione previsto per giovedì 10.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

In quattro intorno al tavolo del caro vita – Al via il confronto...