Svizzera, il tragitto per l’ufficio diventa orario di lavoro

Dal 1 gennaio 2020, i dipendenti pubblici che lavoreranno durante gli spostamenti su treno o bus potranno uscire prima dall'ufficio

Per i milioni di italiani che, ogni giorno, si spostano da casa verso il luogo di lavoro sarebbe un vero e proprio sogno. Un sogno che sta per trasformarsi in realtà per tutti i dipendenti pubblici della vicina Svizzera: a partire dal 1 gennaio 2020, gli spostamenti da casa verso l’ufficio saranno considerati alla stregua di orario di lavoro, e come tale sarà retribuito.

Una vera e propria rivoluzione culturale (e non solo), che arriva al termine di una lunga trattativa tra le quattro principali sigle sindacali elvetiche e l’amministrazione centrale di Berna. La novità, ovviamente, interessa tutti i lavoratori pubblici di tutti i cantoni svizzeri, senza alcuna distinzione di provenienza o nazionalità. Insomma, potrebbe anche interessare alcuni transfrontalieri italiani impiegati in una qualche amministrazione locale elvetica appena dopo il confine.

Non bisogna però lasciarsi andare a voli pindarici: non tutti i dipendenti pubblici potranno usufruire della nuova modalità di conteggio dell’orario di lavoro. La direttiva “Lavoro mobile nell’Amministrazione federale”, stabilisce infatti che siano i vari capi ufficio a individuare quali lavoratori-pendolari potranno usufruire o meno del “nuovo” orario di lavoro e quando questo conteggio sia applicabile. Come lascia intendere anche il nome, infatti, i lavoratori dovranno dimostrare di aver in qualche modo lavorato mentre si spostavano da casa verso l’ufficio e viceversa.

La direttiva entrata in vigore il 1 gennaio stabilisce che solamente chi viaggia in treno, autobus o tram possa richiedere che gli spostamenti rientrino all’interno dell’orario di lavoro. Soprattutto, nel corso dei viaggi dovrà rispondere a messaggi di posta elettronica, messaggi di testo, chat o contenuti su piattaforme social con indicazioni, solleciti e chiarimenti sugli impegni della giornata. Insomma, affinché sia considerato effettivamente orario di lavoro sarà necessario lavorare.

Questa nuova forma di organizzazione del lavoro, più flessibile rispetto a quella “standard” cui siamo abituati, consentirà di dare risposta alle sollecitazioni “create” dalle nuove tecnologie, che consentono di essere sempre reperibili e lavorare ovunque ci si trovi. Un fenomeno che in altre nazioni, come la Francia, hanno tentato di contrastare riconoscendo ai dipendenti il “diritto a non rispondere” a chiamate, messaggi o email al di fuori dell’orario di lavoro. In Svizzera, invece, tenteranno di trasformarlo in orario di lavoro, così da ridurre il tempo di permanenza dietro la scrivania dei dipendenti pubblici.

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