Blocco licenziamenti agita la maggioranza Draghi: equilibri e sfide

Allo stato attuale, il blocco dei licenziamenti decretato in piena pandemia scadrà il 30 giugno prossimo.

Sul blocco/sblocco dei licenziamenti si gioca la più grande partita del governo prima dell’estate, una manche che richiederà al Premier Mario Draghi un jolly nella manica, anche perché la tensione all’interno di una maggioranza molto diversificata cresce di giorno in giorno, in parallelo alle proteste dei sindacati.

Allo stato attuale, il blocco dei licenziamenti decretato in piena pandemia scadrà il 30 giugno prossimo. E se il Sostegni Bis aveva tentato una proroga a fine agosto, almeno per le grandi aziende, il tentativo è fallito ed il Ministro del Lavoro Andea Orlando è stato costretto a mediare.

E proprio Orlando ha espresso ieri una certa “preoccupazione” per come di risolverà l’impasse che agita la maggioranza ed invita alla cautela. “Credo si tratti di attendere il confronto in atto tra forze politiche e sociali in atto” – ha detto il titolare del wellfare – “altrimenti gestiremo questo passaggio”. Ma non nasconde una certa “preoccupazione legata all’autunno” ed a “possibili tensioni sociali dovute ai licenziamenti”, che condivide con il Presidente Draghi, perché “nessuno pensa che il problema non esiste”.

Orlando definisce “eccessivo ottimismo” il quadro prospettato dal Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che ha detto di non temere una catena di licenziamenti e che la ripresa alimenterà le assunzioni. Una visione compatibile con le stime di Unioncamere e Anpal che prevedono la creazione di 1,3 milioni di posti di lavoro nei prossimi tre mesi nell’industria, nel turismo, nel commercio e nelle costruzioni, con un 15% di aziende che già pianifica assunzioni. Ma anche con le previsioni dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), che vede solo 70mila posti  di lavoro a rischio nell’immediato, mentre ritiene che gli altri licenziamenti “saranno scaglionati nel tempo man mano che si concretizzano le opportunità di turn over e di ricomposizione degli organici”.

Dall’altra parte della barricata i sindacati, che sono sul piede di guerra. Il leader della Cgil Maurizio Landini resta fermo sulla necessità di una proroga almeno fino al 31 ottobre, quando sarà ultimata la riforma degli ammortizzatori sociale sarà più chiara la situazione economica del Paese. Una posizione condivida dai colleghi Pierpaolo Bombardieri della Uil e Luigi Sbarra della Cisl, che fa appello ad un patto sociale.

La posizione del Premier Mario Draghi è ancora una volta di mediazione e punta su uno sblocco selettivo. Ma attorno a lui si agita una maggioranza quanto mai eterogenea: se Pd, Leu e Movimento 5 Stelle propendono per una proroga, anche “breve”, Forza Italia si dice assolutamente contraria, mentre la Lega propende per uno sblocco “selettivo”.

Le carte tornano al mazziere…

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