Stress da lavoro, terzultimi in Europa

Un italiano su dieci si ammala di lavoro. E i disturbi psichici sono in aumento. Peggio di noi solo Grecia e Svezia


Stress
, attacchi d’ansia, insonnia, irritabilità. Avete qualcuno di questi sintomi? Rientrate nell’11,6% degli italiani che accusano il “mal di lavoro“. Consolatevi: se viveste in Grecia le possibilità di ammalarvi sarebbero più del doppio. E – notizia più inaspettata – anche in Svezia sembrano passarsela peggio di noi. Ma tolti questi due paesi, in tutto il resto d’Europa si lavora meglio che in Italia.

Lavoro versus salute

Lo afferma il rapporto dell’Ocse sull’occupazione nell’edizione 2008 appena pubblicata. A margine delle analisi macroeconomiche, l’organizzazione dei paese più industrializzati vuole capire se e quanto gli attuali modelli di organizzazione aziendale incidono sulla salute mentale dei lavoratori. Il quadro che ne esce non è dei più confortanti. Da noi si lavora di più e si viene pagati di meno (quasi il 20% in meno sulla media dei paesi Ocse), e per di più la qualità del lavoro lascia a desiderare. Più di un italiano su dieci, infatti, denuncia disturbi psichici legati al lavoro. L’indagine condotta su 19 paesi europei ci vede in terzultima posizione, seguiti, appunto, solo dalla Svezia, col 13,4% dei lavoratori che avverte sintomi patologici, e dalla Grecia col 24,6%. Meglio di tutti stanno i tedeschi, con un invidiabile 2,7%, gli austriaci e i cechi, entrambi col 4,4%.

Questo stando alla fotografia della situazione. Ma l’indagine evidenzia anche l’evoluzione del fenomeno nell’arco di un decennio. Ne risulta un grafico che raffigura i miglioramenti o peggioramenti dal 1995 al 2005. Nel confronto dinamico recuperiamo qualche posizione e ci collochiamo circa a metà della classifica. In parole povere c’è chi ha visto peggiorare più di noi la sua situazione. In Italia, infatti, nel decennio considerato l’aumento dello stress da lavoro è stato del 3,2% (dall’8,4% del 1995 all’11,6% del 2005). Meno peggio, ad esempio, di Francia, Spagna e Danimarca, paesi nei quali il numero di malati per lavoro è cresciuto di più (anche se in proporzione a tutti i lavoratori resta più basso che da noi). Ma nel corso del decennio in altri Stati la situazione è rimasta più sotto controllo. In due casi – Gran Bretagna e Germania – è addirittura migliorata.

Ammalati di precarietà

Complessivamente i dati Ocse non indicano un incremento globale dei disturbi psichici tra la popolazione lavorativa nei paesi dell’Ocse. Tuttavia nei paesi europei è aumentata l’incidenza delle condizioni di lavoro potenzialmente stressanti. Ma il lavoro stressa anche chi non ce l’ha. Alcune analisi verticali infatti indicano che la disoccupazione e il lavoro atipico hanno effetti molto più negativi sulla salute dei lavoratori, soprattutto tra le persone già affette da problemi. Col dovuto rispetto per l’Ocse, potevamo immaginarlo. (A.D.M.)

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