Lo stress da lavoro è una malattia: come riconoscere il burnout

Lo stress da lavoro è da oggi una sindrome ufficialmente riconosciuta, che negli Usa colpisce 1 dipendente su 4. Quali sono i sintomi del bornout

Lo stress provocato dal lavoro è da considerarsi una malattia a tutti gli effetti. Si chiama burnout, – letteralmente “bruciato”, “esaurito”- e rappresenta uno status che ogni dipendente ha sperimentato almeno una volta nella vita.

Inserito nella lista dell’International Classification of Diseases, la classificazione canonica dei disturbi medici fisici o psichici dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il burnout non rappresenta una vera e propria patologia, bensì una sindrome poiché coinvolge solo l’attività lavorativa, senza interessare fortunatamente altri aspetti della vita quotidiana.

Anni di studi e ricerche hanno condotto a una sola conclusione: il lavoro, così come la disoccupazione, originano una sintomatologia ben precisa e facilmente riconoscibile: spossatezza e mancanza di energia, isolamento, negatività e cinismo volto al contesto lavorativo e ancora una riduzione sostanziale delle performance professionali.

A documentare gli effetti del bornout fu lo psicologo Herbert Freudenberger, che attraverso un articolo di divulgazione scientifica del 1974 definì chiaramente il disturbo attribuendolo alle cosiddette “professioni d’aiuto”.

In genere l’esaurimento da lavoro tende in particolar modo a colpire i lavoratori impiegati nel sociale o a stretto contatto con situazioni di emergenza quali infermieri, forze dell’ordine e personale medico anche se tuttavia non esclude i dipendenti iperattivi e iperconnessi che sentono la pressione di una vita frenetica vissuta secondo ritmi troppo sostenuti.

Molteplici possono essere le motivazioni che conducono il lavoratore verso il burnout, situazione di stress da lavoro spesso logorante anche a livello psicofisico: ritmi troppo sostenuti, pressioni marcate e scadenze poste in tempi eccessivamente ristretti, un rapporto di ostilità con i colleghi sul posto di lavoro a cui inevitabilmente si vanno ad aggiungere eventuali problematiche familiari.

Tuttavia un periodo di ferie o una banale vacanza spesso non bastano per risolvere il problema, e se la condizione viene sottovalutata, può trasformarsi in una vera e propria patologia che inevitabilmente assume il carattere di malattia cronica.

Interessanti i dati legati al bornout e riportati dall’Agenzia di sondaggi Gallup: negli Stati Uniti 1 impiegato su 4 si dichiara particolarmente stressato dal lavoro, mentre il 44% degli intervistati sostiene di aver vissuto tale condizione più di una volta.

Anche la disoccupazione o lunghi periodi di inattività possono tuttavia costituire i presupposti del burnout e sebbene le cause siano diametralmente differenti, gli effetti provocati al contrario sono i medesimi e necessitano di essere prontamente riconosciuti e curati in modo altrettanto tempestivo.

Confortante resta comunque l’impegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità anche in questo delicato frangente: la recente classificazione delle malattie, in cui è compreso lo stress da lavoro, è stata adottata ufficialmente da tutti gli Stati dell’OMS a Ginevra il 28 Maggio 2019 ed entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio del 2022.

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