Strajob: ecco l’app contro il lavoro nero che controlla le ore in sede

Strajob è una nuova app che darà ai dipendenti uno strumento importante per dimostrare il monte ore in sede e tutelarsi contro il lavoro nero

Strajob è l’app del futuro per il mondo del lavoro: l’invenzione, nata dalla cooperazione di Franco Fontana e Silvia Pugi, darà ai dipendenti uno strumento all’avanguardia per tutelarsi contro il lavoro nero e lo sfruttamento da parte dei piani alti, dimostrando dati alla mano il monte ore trascorso all’interno della sede di lavoro. L’idea è supportata da uno dei maggiori sindacati italiani, la Cisl, che denuncia situazioni davvero allarmanti sul fronte dello sfruttamento lavorativo.

Dando un’occhiata alle richieste d’aiuto rivolte dai lavoratori, è emerso che l’anno passato la Cisl ha avuto fra le mani ben 7500 cause per contratti di lavoro irregolari. Lavoro nero, voucher utilizzati in malo modo, mancato pagamento degli straordinari e così via, arrivando a stimare che, all’interno del loro ufficio, i sindacalisti hanno dovuto tentare di aiutare almeno un lavoratore su dieci che non vedeva rispettate le condizioni di lavoro sancite dal proprio contratto. Un fenomeno, a quanto pare, ancora molto diffuso nonostante i provvedimenti statali a suon di incentivi per le imprese: destabilizza, infatti, che la maggior parte dei dipendenti in questa situazione sia giovane, sotto i 35 anni, una categoria che, per un datore di lavoro, dovrebbe risultare più facile da assumere in piena regola grazie alle riforme del Jobs Act. A quanto pare, però, qualcosa non ha funzionato e i lavoratori non hanno possibilità di dimostrare le irregolarità.

Strajob darà ai dipendenti in situazioni di lavoro indecorose dati certi e rintracciabili sul monte ore in sede, dimostrando eventuali sfruttamenti e abusi. Come? “Dopo aver scaricato l’applicazione” risponde la Pugi “il lavoratore dovrà disegnare con la mano il perimetro della sua area di lavoro”. Ovviamente, c’è la possibilità di registrare più zone in caso di lavoro itinerante. Una volta immessi tutti i dati, Strajob non farà altro che attivare un cronometro nel momento stesso in cui il dipendente varca la soglia della sede di lavoro, per poi disattivarsi una volta uscito. Tutto questo è reso possibile grazie a un sistema di geolocalizzazione Gps e Glonass e a un Network Time Protocol che certifica l’orario di lavoro su un computer, con uno scarto di appena 200 secondi.  “Alla fine della giornata” conclude Silvia “sarà possibile ricevere sul proprio smartphone il conteggio delle ore lavorate”. L’obiettivo di questo progetto risiede nelle parole di Franco Fontana: “La nostra idea è che il lavoratore possa misurare la sua attività per poter dimostrare ciò che fa“.

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