Stipendi bassi, la campagna viaggia sul bus

Iniziativa di Unindustria Venezia che evidenzia il divario fra i salari italiani ed europei. Le Pmi: aumentare la produttività


Un atto di accusa contro l’alta tassazione, ma anche contro il carovita. L’iniziativa parte dal Comitato Pmi di Unindustria Venezia che ha deciso di affiggere sulle fiancate dei mezzi pubblici della città lagunare e della sua provincia una serie di pannelli pubblicitari per evidenziare il problema.

E proprio di pubblicità comparativa si tratta: il messaggio infatti mette in parallelo quanto guadagna al netto un lavoratore italiano contro un collega di altri Paesi europei. Partendo da un costo fisso per l’azienda di 2.400 euro per un dipendente, il lavoratore di casa nostra percepisce 1.298 euro, uno spagnolo 1.466, un inglese 1.582 e un irlandese 1.865. Nonostante lo svantaggio, le tasche del nostro connazionale però devono ancora conoscere altri guai, che si materializzano sotto forma di nuove tasse.

Lo studio realizzato per l’occasione ha calcolato che mediamente ogni mese se ne vanno altri 199 euro per l’Iva sui vari acquisti e pagamenti; 103 tornano allo Stato sotto forma di accise su una spesa mensile di 150 euro di benzina; altri 90 sono assorbiti dalla voce tasse ed accise delle bollette. Infine ci sono le imposte governative: bollo auto, Ici, sigarette, alcolici, pratiche amministrative ed altro ancora. Tirata la somma a fine anno e divisa per 12 fanno 60 euro.

Ciò significa che se l’azienda in Italia spende 2.400 euro per un dipendente, la somma spendibile che lo stesso ha realmente a disposizione si ferma a 796 euro. Confindustria nel frattempo ricorda che negli ultimi dieci anni il costo del lavoro per unità di prodotto in Italia è cresciuto del 28%, in Francia del 16%, in Germania solo dello 0,1%. E queste, sottolinea, sono le distanze da colmare.

Massimo Codato, presidente della Pmi di Unindustria Venezia, sottolinea come l’obiettivo primario per rimontare lo svantaggio sia quello di migliorare la produttività e questo “prima ancora di aumentare i salari, perché gli ostacoli al momento sono le tasse sugli straordinari e sui premi di produzione”. Del resto, proprio il Factbook 2008 dell’Ocse certifica come l’Italia sia il fanalino di coda tra i Paesi industrializzati per la produttività.

“Un altro punto da ponderare – ricorda Codato – è che in Italia siamo agli ultimi posti europei per ore settimanali di lavoro e che si potrebbe pensare anche di aumentare il numero di ore lavorate solo per rientrare nella media europea“.

La campagna pubblicitaria durerà per l’intero mese di aprile e lo stesso Codato dichiara che è stato scelto l’autobus per lanciare il messaggio “perché questo è il mezzo popolare che usa il lavoratore”.

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