Stipendi, chi sono i soggetti più discriminati in Italia

Giovani, donne, stranieri e precari sono i lavoratori discriminati in busta paga

Gli stipendi non sono uguali per tutti i lavoratori, anche a parità di qualifica e mansioni. In Italia essere donne, giovani, stranieri, precari o abitare al Sud comporta differenze anche importanti in busta paga. È il quadro delineato dall’Istat che ha analizzato i “differenziali retributivi” tra le varie categorie sociali.

Sono note le disparità di genere nello stipendio in Italia, con le donne pagate meno degli uomini. Ora l’Istat le ha misurate, rilevando una forbice del 7,4%. Va peggio agli stranieri che nel nostro Paese sono pagati il 13,8% in meno degli italiani. Le differenze si riferiscono alle retribuzioni orarie mediane del 2017.

In questo anno, la retribuzione media per un lavoratore dipendente del settore privato, esclusa l’agricoltura, è stata di 11,25 euro per ora e ha riguardato 18,8 milioni di lavoratori. Nel 2017, lo stipendio dei dipendenti privati è cresciuto dell’1,7% rispetto al 2014, dello 0,4% rispetto al 2015 e dello 0,3% rispetto al 2016.

I contratti di lavoro più diffusi sono quelli a tempo indeterminato, il 65,5% del totale, e a tempo pieno, il 68,3%. Entrambi hanno una retribuzione oraria più alta dei contratti di altro tipo. I lavoratori assunti a tempo pieno hanno una retribuzione oraria mediana di 11,98 euro all’ora, che è del 19% superiore a quella dei lavoratori part-time pagati in media 10,07 euro all’ora.

Tra i lavoratori con contratto a tempo indeterminato e quelli con contratto a tempo determinato la differenza di retribuzione è del 17,4%: i primi pagati 12,03 euro all’ora, i secondi 10,25 euro.

In Italia, gli uomini lavorano più delle donne, con il 59% dei rapporti di lavoro, e sono anche pagati di più. La retribuzione oraria mediana di un uomo è di 11,61 euro per ora, quella di una donna è di 10,81 euro. La differenza del 7,4% è tuttavia in calo rispetto al 2014 quando era all’8,8%.

Un altro fattore di discriminazione è rappresentato dall’età. I giovani nella fascia di età 15-29 anni sono pagati 10,03 all’ora in media, mentre i lavoratori di età uguale o superiore ai 50 anni percepiscono 12,46 euro per un’ora di lavoro.

La differenza più significativa, tra categorie sociali, riguarda la busta paga dei lavoratori nati in Italia e quelli nati all’estero. I lavoratori italiani, che rappresentano l’83,3% del totale, ricevono una retribuzione oraria mediana di 11,53 euro, mentre gli stranieri 1,40 euro in meno, 10,13 euro, pari a un differenziale del 13,8%. Tra gli stranieri, poi, quelli nati nei Paesi extra-europei sono pagati il 13,2% in meno rispetto agli italiani. Mentre per i lavoratori stranieri nati in Europa il differenziale scende al 9,4% in meno.

Le retribuzioni orarie mediane più basse del lavoro dipendente privato sono concentrate al Sud Italia, dove un’ora di lavoro è pagata 10,25 euro. Mentre quelle più alte sono al Nord-ovest, con una media di 11,91 euro. Il differenziale retributivo tra Nord e Sud è del 16,2%. Al Nord-ovest, inoltre, si lavora di più con il 31,4% dei contratti di lavoro totali, contro il 17,1% al Sud e il 6,7% nelle Isole.

Riguardo alla qualifica contrattuale, gli impiegati e i dirigenti, che rappresentano il 35% dei rapporti di lavoro, percepiscono una retribuzione oraria mediana pari a 14,04 euro. Mentre gli operai, che sono il 61,7% della forza lavoro, sono pagati 10,50 euro all’ora in media. Gli apprendisti, il 3,3% dei contratti, ricevono 8,49 euro all’ora, con un differenziale del 65,4% rispetto a impiegati e dirigenti e del 23,7% rispetto agli operai.

In merito alla tipologia di attività, nel settore Altre Attività di Servizi, che rappresenta il 2% dei contratti di lavoro totali, la retribuzione oraria è più bassa, pari a 8,4 euro. I lavori più pagati sono invece nel settore delle Attività Finanziarie e Assicurative, che rappresentano il 2,7% dei rapporti di lavoro complessivi e ricevono una retribuzione oraria di 22,56 euro. Nelle Attività manifatturiere, invece, si concentra la maggiore percentuale di rapporti di lavoro, il 20,9%, e i lavoratori sono pagati 12,59 euro all’ora.

Infine, in fondo alla scala degli stipendi si posizionano i lavori pagati sotto i 7,5 euro all’ora, detti anche “low pay job”, che rappresentano i due terzi della retribuzione mediana di 11,25 euro.

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