Stipendi italiani, avvilente il confronto con l’Europa

Gli stipendi italiani sono ancora un disastro. A certificarlo, questa volta, è una ricerca dell'americana Willis Towers Watson, che ha confrontato 15 paesi europei

Ancora brutte notizie per i lavoratori italiani. Il Global 50 Remuneration Planning Report, ricerca redatta dalla Willis Towers Watson, società di consulenza americana specializzata nella gestione del rischio, rivela che gli stipendi italiani sono fra i più bassi d’Europa. Anzi i più bassi fra le 15 economie prese in esame (Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Norvegia, Italia, Lussemburgo, Svizzera, Francia, Spagna, Irlanda, Regno Unito, Svezia, Finlandia e Olanda), quando l’indagine mette a fuoco i salari d’ingresso offerti nel 2015: con una media di soli 27 mila euro, l’Italia succede la Spagna (30.700 euro) e la Francia (33.400 euro).

Il dato conferma quello del 2014, mentre le notizie migliori sembrerebbero provenire dal segmento dei manager intermedi, dove gli stipendi italiani, con una media di 70 mila e 900 euro, fanno registrare un salto in avanti rispetto all’anno precedente: dal 12° all’11° posto, davanti a Francia, Svezia, Finlandia e Spagna.

Le due graduatorie confermano quanto già si sapeva sulla forchetta degli stipendi italiani. Il Salary Outlook del 2015, pubblicato lo scorso febbraio dal portale Jobpricing, che fa riferimento alla società di consulenza HR Pros, aveva evidenziato che in Italia un dirigente vanta uno stipendio 4 volte superiore a quello di un operaio; e che la forbice, addirittura, si allarga a 11 volte se il dato viene raffrontato con l’emolumento di un amministratore delegato. In assoluto, secondo il JP Salary Outlook, gli stipendi italiani si attestano su una media di 29 mila euro annui lordi, valore sorretto soprattutto dall’industria finanziaria e dal mercato delle utility, ma anche dalla produttività delle regioni del Nord. Il dato, che colloca il nostro Paese al 9° posto nella zona Euro, deve però fare i conti con il famigerato cuneo fiscale italiano, capace di farci precipitare agli ultimi posti della graduatoria sulle retribuzioni nette.

Se per i neo-laureati italiani la “fuga” all’estero si conferma l’opzione più attraente, i loro corrispettivi svizzeri hanno di che gioire. Anche nel 2015, infatti, gli elvetici si confermano al primo posto del Global 50 Remuneration Planning Report, sia per quanto concerne i salari d’ingresso (83.600 euro, davanti a Danimarca e Lussemburgo) che per quanto riguarda gli stipendi dei manager intermedi (144.400 euro, davanti a Lussemburgo e Germania).

Immagini: Depositphotos

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