Stipendi cresciuti di soli 72 euro in 9 anni

I dati sono diffusi dal Mef, attraverso le tabelle contenute nel Def, ed elaborati dall'Adnkronos

Quando si pensa al potere d’acquisto eroso si riconduce spesso il fenomeno all’inflazione o dalle politiche monetarie; ma in Italia una buona parte del ‘merito’ va alla compressione dei salari, cresciuti pochissimo negli ultimi 9 anni. Il reddito procapite degli italiani nel 2017 aumenta infatti per il quarto anno consecutivo arrivando a 22.226 euro e finalmente, per la prima volta negli ultimi 9 anni, riesce a superare di 72 euro il record del 2008. I dati sono diffusi dal Mef, attraverso le tabelle contenute nel Def, ed elaborati dall’Adnkronos.

Gli indicatori di benessere mostrano un reddito medio disponibile aggiustato procapite nel 2008 pari a 22.154 euro. Con l’arrivo della crisi si è registrata una riduzione, nei 5 anni successivi, che ha portato i redditi a scendere fino a 21.179 euro, segnando una riduzione del 4,4%. Dall’anno successivo, il 2014, inizia la risalita che prosegue ininterrotta fino al 2017, quando finalmente è stato superato il record fissato nove anni prima.

Per l’anno in corso si stima un incremento annuo di ben 619 euro, che dovrebbe portare il totale a 22.845 euro e, in solo quattro anni, si prevede un aumento di ben 2.359 euro che dovrebbero far salire il totale a 24.585 euro. In particolare il reddito medio disponibile passerebbe da 22.226 euro del 2017, a 22.845 euro del 2018, a 23.378 euro del 2019, a 23.996 del 2020, a 24.585 euro del 2021.

Un’altra informazione che va letta insieme ai dati illustrati è quella che arriva dall’indice di disuguaglianza del reddito disponibile. Nel dossier parlamentare, che accompagna il Documento di economia e finanza, si sottolinea che negli ultimi anni la distanza tra poveri e ricchi è andata aumentando, raggiungendo il livello massimo nel 2017.

Secondo la tabella che prende in considerazione il periodo 2005-2017 il livello minimo è stato raggiunto nel 2007 (5,2); mentre lo scorso anno è stato registrato il punto massimo (6,4). Nel documento si evidenzia, inoltre, che ”la disuguaglianza assume maggiore rilievo al sud”. Le previsioni per il periodo 2018-2021 mostrano un miglioramento rispetto al 2017, con un valore che dovrebbe attestarsi a 6,2 nel triennio 2019-2021.

In collaborazione con Adnkronos

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