Statali, 500mila uscite. “Assunzioni dirette tramite l’università”

Nei prossimi tre-quattro anni 500mila dipendenti pubblici potrebbero andare in pensione. Il governo sta studiando un nuovo canale di accesso nel pubblico impiego

Nei prossimi tre anni 500.000 dipendenti della Pubblica Amministrazione lasceranno il proprio posto di lavoro perché andranno in pensione per l’effetto combinato di varie misure di riduzione della spesa adottate degli ultimi anni, tra pensioni di vecchiaia, Opzione donna, pensioni anticipate e quota 100 (per cui si contano già 41mila domande, che potrebbero arrivare a 100mila entro l’anno).

Queste persone potranno essere sostituite da nuovo personale grazie allo sblocco del turn over di compensazione al 100 per cento, per effetto del quale, spiega il ministro della Pa Giulia Bongiorno, “le Pa potranno reinvestire sui nuovi assunti ciò che risparmiano con i pensionamenti”.

Un ricambio che comporterà nell’immediato qualche problema di gestione dell’uscita per settori sotto organico come sanità e scuola (per cui solo per requisiti anagrafici si stima il pensionamento in 3-4 anni rispettivamente di 100mila e 204 mila persone), per i Comuni e per gli enti che non rispettano il pareggio di bilancio, ma che rappresenta una straordinaria opportunità di rinnovamento per una Pa sempre più anziana, in cui l’età media del personale è di 50,6 anni, e sale oltre i 54 anni nei ministeri, alla presidenza del Consiglio, nelle prefetture o negli enti pubblici non economici. Gli over 60 sono il 16,4% e gli under 30 solo il 2,8%. Una Pa poco qualificata, in cui ciascun dipendente ha usufruito mediamente solo di 1,04 giornate di formazione l’anno, mentre gli investimenti per l’aggiornamento si sono dimezzati in 10 anni. E molto precaria, con 340mila lavoratori flessibili nel 2017, di cui sono stati stabilizzati solo lo 0,6% nell’ultimo anno.

ASSUNZIONI DIRETTE TRAMITE UNIVERSITA’ – Il governo sta studiando un nuovo canale di accesso alla Pubblica Amministrazione. “Oggi c’è un grosso problema per i giovani, che non riescono a trovare lavoro quando escono dall’università”, ha detto Bongiorno, anche perché possono contare “di solito con un tipo di formazione estremamente generica. Con il ministro Bussetti abbiamo deciso di creare un corso che permetta al ragazzo che studia all’università, alla fine del suo percorso, di poter fare un concorso direttamente nella pubblica amministrazione. Questo permette a chi si iscrive all’università di sapere che ha questa opportunità e permette alla pubblica amministrazione di assumere ragazzi. Non è possibile che si entri nella pubblica amministrazione solo a 35 anni, si deve entrare prima. Quando dico che nella legge di bilancio ci sono risorse, dò già delle risposte. Stiamo parlando di un piano concreto e fare ricambio generazionale”.

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