Statali, il 2020 sarà l’anno dei cambiamenti: nuovo aumento e migliaia di assunzioni

In un'intervista al quotidiano "Il Messaggero", il ministro della Funzione Pubblica spiega cosa dovranno aspettarsi gli statali dal 2020

Il 2020, per gli statali, sarà un anno di profondi cambiamenti. Lo lascia intendere il ministro della Funzione Pubblica Fabiana Dadone nel corso di un’intervista al quotidiano “Il Messaggero”, nella quale ripercorre quelle che saranno le tappe più importanti per i lavoratori del pubblico impiego nei prossimi 12 mesi.

Mesi nei quali arriverà (o così spera il ministro) il rinnovo del contratto di lavoro, con annesso aumento di stipendio e che dovrebbero essere caratterizzati dall’indizione e svolgimento di diversi concorsi pubblici (per la scuola, ma non solo) che consentiranno di sopperire alle decine di migliaia di pensionamenti in arrivo nei prossimi 12 mesi. Nei prossimi mesi, inoltre, dovrebbero essere messe in campo delle misure che aiutino i lavoratori statali ad “apprezzare” maggiormente il loro lavoro. Ma procediamo con ordine.

Sul fronte dei rinnovi contrattuali, il Ministro Dadone fa sapere che saranno preceduti dalla firma di un memorandum d’intesa con le sigle sindacali, nel quale verranno affrontate le tematiche della formazione e valorizzazione del personale, la riclassificazione professionale e rivedere il sistema di valutazione dei dipendenti. A questo si collega anche il tema degli aumenti: nella manovra 2020 sono previsti 3,4 miliardi di euro che, secondo i calcoli dei sindacati, dovrebbero garantire un aumento di 95 euro lorde mensili, pari al 3,4% della retribuzione mensile attuale. Una cifra che potrebbe però essere inferiore, nel caso in cui i 3,4 miliardi dovessero servire anche per l’elemento perequativo.

Ma il 2020, come detto, sarà anche l’anno del ritorno ai bandi di concorso per le assunzioni nel settore pubblico. Nel corso dell’anno, tra pensionamenti “ordinari” e pensionamenti “Quota 100”, sono previste decine e decine di migliaia di uscite dal mondo del lavoro pubblico. Se non addirittura diverse centinaia di migliaia. Per questo il ministero sta già preparando i bandi di concorso, che dovrebbero essere pubblicati nelle prime settimane dell’anno. I nuovi bando, sottolinea il ministro, dovrebbero permettere una profilazione più corretta dei profili ricercati dalla macchina pubblica. Inoltre, il processo di selezione dovrebbe essere più snello, così da arrivare a conclusione nel giro di poche settimane.

Sarò fondamentale, sottolinea ancora il ministro Dadone, far crescere la soddisfazione e l’attaccamento dei dipendenti statali nei confronti dell’amministrazione per la quale si lavora. Nasce così, ad esempio, l’idea di “eleggere” un dipendente del mese oppure quella di cambiare alcuni meccanismi, in modo che la disaffezione verso la macchina pubblica venga “stroncata”.

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