Startup e PMI innovative motore dell’economia: assunzioni in progressiva crescita

Da una survey di Italian Tech Alliance ed Egon Zehnder emerge che il 78,5 % delle aziende intervistate ha assunto nuove risorse nell'ultimo anno

Nonostante il perdurare della pandemia e la generale crisi economica legata anche al conflitto in Ucraina, le startup e le aziende innovative italiane hanno registrato una crescita delle assunzioni anche nell’ultimi anno. È quanto emerge dalla survey realizzata da Italian Tech Alliance, associazione che riunisce i principali attori dell’innovazione in Italia, ed Egon Zehnder, società leader a livello internazionale nell’executive search e nel leadership advisory.

Dalla ricerca emerge che, nel corso del 2021, il 78,5 % delle aziende intervistate ha assunto nuove risorse, con una crescita dell’8,5% rispetto al 2020, quando la quota di aziende che aveva assunto nuove risorse aveva raggiunto il 70%. Altro dato interessante è che circa un terzo (31%) delle aziende che ha effettuato nuove assunzioni, ha registrato una crescita dell’organico pari o superiore al 50%.

“I dati che emergono confermano come le startup continuino a creare non solo occupazione ma anche posti di lavoro di qualità”, spiega Francesco Cerruti, Direttore Generale di Italian Tech Alliance, aggiungendo che questo “rafforza la nostra convinzione sulla necessità di sostenere le aziende innovative, perché si confermano come un motore fondamentale per guidare la ripresa e la crescita del Paese e della sua economia”,

Le figure più cercate

Ingegneri, ricercatori e sales sono le figure professionali più ricercate. L’età media del personale delle startup è di 36 anni, con il 52% delle risorse che ha meno di 35 anni (dato sostanzialmente in linea con il 2020).

Fabrizio D’Eredità e Andrea Splendiani, consulenti di Egon Zehnder, confermano che c’è stata nell’ultimo anno una accelerazione della domanda di talenti in posizioni manageriali chiave di startup/scale up a matrice italiana. Spesso i founder – il più delle volte a capo dell’azienda – sono disposti a fare “un passo laterale” e sono alla ricerca di figure senior, sia in area tecnica che commerciale, al fine di effettuare un salto dimensionale soprattutto su scala internazionale.

Quanto alla provenienza, il 40% delle risorse in azienda è di provenienza internazionale, mentre in media la quota di membri internazionali all’interno del management team è pari al 35%. Restando in Italia, il Nord continua a rimanere la principale area di impiego delle risorse (71%), seguita dall’Italia Centrale (20%) e dal Sud Italia (9%).

Per le donne c’è ancora strada da fare

Per quanto riguarda i talenti femminili all’interno delle aziende coinvolte nell’analisi, i dati risultano sostanzialmente in linea con quelli sull’occupazione femminile in posizioni apicali in Italia: il 65% delle startup ha infatti almeno una donna all’interno del management team, che rappresenta in media il 23,5% del totale, cioè  un quarto dei membri dei management team è donna.

Si tratta di un dato certamente migliorabile ma comunque in crescita rispetto al 2020, quando il rapporto tra donne e uomini riferito sempre ai management team era di uno a cinque.