Smart working semplificato fino a settembre: beneficiari e scadenze

La soluzione potrebbe essere estesa anche al settore privato, come ha indicato ieri il ministro Orlando uscendo dalla riunione con i sindacati.

Il governo sta valutando la possibilità di inserire all’interno del prossimo decreto proroghe anche il rinvio delle scadenze per poter accedere alla via semplificata al lavoro agile nella Pubblica Amministrazione al 30 settembre, una soluzione che potrebbe essere estesa anche al settore privato, come ha indicato ieri il ministro Orlando uscendo dalla riunione con i sindacati.

Il ministro

“Il lavoro agile ha assunto una valenza sociale che impatta sulla vita delle città”, avrebbe detto Orlando, a quanto apprende l’Adnkronos, chiudendo la riunione da remoto. Le imprese avrebbero chiesto un tempo maggiore, almeno fino a dicembre ma il governo si è limitato a ipotizzare lo spostamento della data dal 31 luglio alla fine di settembre.

Per il futuro, invece , la strada tracciata dall’esecutivo prevedrebbe la possibilità che il lavoro agile possa proseguire sulla base di “accordo quadro volontario ” fra le parti sociali, magari con il supporto di incentivi fiscali e altro.

Accordo quadro

Estensione al 30 settembre dunque del regime di lavoro agile emergenziale. Si profilerebbe inoltre anche la necessità di un approfondimento tecnico sulle questioni più critiche che possono emergere dalla diffusione del lavoro agile. Per questo il governo guarderebbe alla definizione di un accordo quadro all’interno del quale si possa sviluppare la negoziazione. Dal Ministero inoltre sarebbe arrivato anche l’impegno a verificare la possibilità di utilizzare strumenti di incentivazione per favorire questo processo.

Soglie minime

Come ha anticipato il Sole 24 Ore, la proroga della possibilità di approvare lo smart working senza il bisogno del preventivo accordo individuale dovrebbe essere accompagnata anche dal decadimento delle soglie minime. Una misura pensata dall’esecutivo per offrire una maggiore libertà di azione e di organizzazione alle amministrazioni, anche alla luce della volontà di parametrare le possibilità del lavoro agile a obiettivi di efficienza dei servizi. L’eliminazione di tale soglia però renderebbe nulli gli incentivi previsti dalla presentazione dei cosiddetti “Pola” – Piani organizzativi del lavoro agile – la cui mancata presentazione dimezzava le quote obbligatorie.

Resta aperta la possibilità di inserire all’interno del decreto proroghe il rinvio delle notifiche delle cartelle fiscali che a partire dal 3 maggio l’Agenzia delle Entrate può tornare a inviare ai contribuenti. L’ultimo stop imposto dal governo con il decreto Sostegni ha infatti spostato lo stop al 30 aprile. In questo caso c’è da valutare l’impatto economico della misura: l’ultimo rinvio di due mesi è costato ai saldi della finanza pubblica circa 500 milioni di euro. Ora le risorse andranno pescate dal nuovo decreto Sostegni bis, basato sullo scostamento di Bilancio da 40 miliardi approvato dal Parlamento.

Occorrerà quindi trovare un equilibrio con le misure che saranno dedicate alle imprese e i 5 miliardi già destinati al finanziamento del fondo complementare al Pnrr. Per tale ragione è prevista in mattinata una riunione MEF-Agenzia delle Entrate per valutarne l’impatto.

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