Smart working nel pubblico e nel privato col nuovo Dpcm. Cosa cambia

Lavoro agile almeno al 50% nella PA e fortemente raccomandato nelle aziende private: le novità del Dpcm in vigore dal 6 novembre.

Con il Dpcm in vigore da oggi venerdi 6 novembre, oltre alle restrittive su coprifuoco, spostamenti, scuola, attività commerciali e sport, anche il lavoro subisce una nuova regolamentazione.

Posto che anche nelle zone rosse, dove la situazione è più critica e l’indice Rt ben oltre la media nazionale dell’1,7%, rimangono aperte le fabbriche, viene reintrodotto per tutti i casi in cui sia possibile lo smart working sia nella Pubblica amministrazione che nel settore privato, con l’aggiunta di ingressi differenziati del personale.

In particolare, le Pubbliche amministrazioni, salvo il personale sanitario e chi è impegnato nell’emergenza, dovranno assicurare “le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato” e “con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della Pubblica amministrazione”. Sarà compito di ciascun dirigente garantire il massimo livello di smart working.

Il Dpcm contiene anche la “forte raccomandazione” dell’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati.

Smart Working nella PA
Il nuovo decreto dispone che le PA debba assicurare le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, garantendo il ricorso a questa modalità pari ad almeno il 50% del personale.

Ciascun dirigente, inoltre: “organizza il proprio ufficio assicurando, su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale, lo svolgimento del lavoro agile nella percentuale più elevata possibile, e comunque in misura non inferiore a quella prevista dalla legge, del personale preposto alle attività che possono essere svolte secondo tale modalità, compatibilmente con le potenzialità organizzative e l’effettività del servizio erogato”.

Smart Working nel privato
Per quanto concerne le aziende private, l’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati è fortemente raccomandato.

Anche per le attività professionali, si raccomanda che siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, qualora possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza.

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