Smart Working: le nuove sfide e opportunità per le aziende

Il lavoro agile si è diffuso soprattutto durante la pandemia, ma non è una novità: già nel 2016 il digitale aiutava le aziende a migliorare la produttività. Ecco i progetti da cui trarre ispirazione, ma anche le sfide da cogliere nel futuro

La pandemia ha rivoluzionato tutti i settori sociali, anche e soprattutto il mondo del lavoro, che nel 2020 è stato protagonista di un importante cambiamento. Ci riferiamo alla diffusione dello smart working, soluzione che ha dato un importante impulso alla digitalizzazione del Paese. Nonostante si sia diffuso a macchia d’olio soprattutto durante l’emergenza Covid-19, il lavoro agile non è certo una novità: anzi già da alcuni anni esistono iniziative volte a incentivarlo.

Tra queste c’è il progetto europeo E.L.E.N.A. nato nel 2016 per fornire ad aziende e lavoratori soluzioni e strumenti utili per gestire efficacemente lo smart working. Il progetto può essere un ottimo spunto per realizzare un piano basato sulle esigenze della singola azienda e delle sue risorse umane. Ma non è tutto: quando si lavora da casa, bisogna considerare tutte le esigenze del lavoratore. Partendo dal progetto E.L.E.N.A. vediamo quali sono e come trovare una risposta adeguata alle singole necessità.

Smart Working: significato e progetti che possono ispirare le aziende

Come si legge nel sito web del Ministero del Lavoro, il significato di smart working è contenuto nella Legge del 15 novembre 2017 (n. 81/2017).

Questa espressione si riferisce alla possibilità di effettuare le proprie mansioni lavorative da remoto, usando un computer o altro dispositivo. L’importante è che il dipendente raggiunga ore e obiettivi concordati, mantenendo una flessibilità organizzativa.

Il lavoro agile non è quindi una novità e già negli anni precedenti sono state avviate tante iniziative sperimentali mirate a introdurre in modo graduale le nuove abitudini tra i lavoratori. Tra queste spicca, per esempio, il progetto europeo E.L.E.N.A. (Experimenting flexible Labour tools for Enterprises by eNgaging men And women) nato nel 2016 e coordinato, in Italia, dal Dipartimento per le Pari Opportunità.

L’idea era quella di fornire alle aziende un kit di strumenti operativi per capire i reali benefici dello smart working e i passi da fare per introdurlo e gestirlo in modo fluido ed efficace. Inoltre, si prefiggeva anche di offrire linee guida capaci di garantire ai lavoratori e alle lavoratrici un corretto equilibrio tra vita e lavoro. Raggiungere questi obiettivi è cruciale anche e soprattutto oggi.

L’esperimento ha coinvolgo tante aziende in tutta Europa, tra cui l’italiana Acea: 200 dipendenti (uomini e donne con figli di diverse età o altri familiari a carico e così via) hanno lavorato in smart working, mentre 100 hanno operato in modo tradizionale. Terminata la sperimentazione si è analizzato il rapporto tra lavoro agile, produttività e soddisfazione del personale.

Quali sono stati i risultati?

I lavoratori agili hanno garantito una produzione del + 3% rispetto a quelli ordinari. Allo stesso tempo, la soddisfazione legata al work-life balance è aumentata del 6,6%.

I risultati non sono arrivati a caso, ma solo dopo lo studio delle necessità aziendali, un attento ascolto al lavoratore – inteso come importante capitale umano – e costruzione di soluzioni mirate al lavoro da remoto in autonomia e serenità. Questa è una condizione cruciale per evitare burnout e altri disagi del personale, che impattano poi direttamente sull’impresa. Il progetto può rivelarsi quindi un’ottima fonte di ispirazione per le aziende che vogliono trarre il meglio dallo smart working.

E a proposito di spunti e fonti di ispirazione, il Gruppo Acea ormai da anni si impegna per migliorare i risultati del lavoro agile, investendo nelle risorse umane, considerate il vero valore dell’azienda. Oggi le società del gruppo, tra cui Acea Energia, sono coinvolte in progetti di smart working pensati ad hoc.

L’impegno è stato ripagato: nel 2020 ha ottenuto la certificazione Biosafety Trust (RINA), un importante riconoscimento per le azioni attuate alfine di proteggere le persone dalle patologie dei luoghi di lavoro, incluso il Covid-19. Per rispondere all’emergenza sanitaria, il gruppo ha organizzato una campagna di vaccinazioni contro l’influenza stagionale per tutti i dipendenti, oltre ad effettuare uno screening tra il personale. A questo si aggiunge l’impegno verso lo smart working, che, tra le varie azioni, conta anche 5000 ore di formazione specifiche per lavoratori e manager.

Ma questo non è tutto, perché Acea Energia ha pensato proprio a tutti i lavoratori che nel 2020 hanno dovuto modificare le proprie abitudini. Come? Ha elaborato un’offerta pensata per chi lavora da casa.

Smart working: opportunità e sfide per i lavoratori

Se le aziende sono chiamate a studiare, costruire e applicare strategie di smart working finalizzate alla produttività e al benessere del personale, i lavoratori devono essere pronti ad accogliere il cambiamento.

Da una parte occorre migliorare le proprie competenze digitali, dall’altra bisogna pensare a soluzioni che rendano il lavoro da casa confortevole e produttivo. Per esempio, rimanere più a lungo tra le mura domestiche significa anche aumentare i consumi energetici.

Per evitare che lo smart working incida sulla bolletta è necessario prestare particolare attenzione alle offerte luce e gas: il mercato propone diverse soluzioni per chi lavora da casa e vuole risparmiare sulle utenze, gestendo comodamente tutto online. Tra queste ci sono le proposte Acea Energia, come FastClick.

D’altronde scegliere oggi un’offerta ad hoc significa anche investire sul proprio futuro: lo smart working, infatti, rappresenta un paradigma che probabilmente verrà adottato dalle aziende anche dopo la pandemia.

 

 

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