Smart working, ecco il piano del governo per il settore privato

L'obiettivo del governo è quello di arrivare ad un protocollo congiunto tra governo e parti sociali sullo smart working entro la fine dell'anno.

L’obiettivo del governo è quello di arrivare ad un protocollo congiunto con le parti sociali sullo smart working entro la fine dello Stato di emergenza che ad oggi è fissato al 31. La posizione è stata presentata dal ministro del Lavoro Andrea Orlando alle parti sociali per superare le criticità emerse in quest’ultimo anno e mezzo.

Smart working privato: il piano del ministro

Nella proposta di Orlando è stata inserita l’ipotesi di introdurre sostegni a favore delle imprese che anche col nuovo anno continueranno ad utilizzare la modalità del lavoro a distanza e di rivedere alcune misure già oggi destinate a migliorare la competitività, ad esempio le esperienze di coworking che possono riqualificare ambienti urbani e favorire la transizione ecologica.

Le parti sociali

“Apprezziamo che il ministro Orlando voglia farsi promotore di un’intesa sullo smart working – ha dichiarato al termine della riunione Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl –. La via è quella di un accordo triangolare tra Governo, sindacato e impresa per restituire questo strumento alla contrattazione e coglierne così tutte le potenzialità in termini di flessibilità, inclusività, sostenibilità e produttività”. Direzione che porrebbe solo in seconda battuta l’intervento legislativo da parte del Parlamento che secondo il ministro Orlando rischierebbe di produrre interventi privi di organicità vista la frammentazione politica riscontrata in tema di lavoro distanza negli ultimi mesi.

La base d’accordo

Il ministero vorrebbe quindi arrivare ad una “cornice” sul lavoro agile, “senza schemi eccessivamente rigidi” e con indicazioni semplici su una serie di contenuti minimi dell’accordo, che nella visione del ministro dovrebbe comunque rimanere individuale e condiviso tra datore di lavoro e lavoratore come prevede già oggi la legge. In particolare questo accordo – laddove la contrattazione collettiva dovesse essere carente – dovrà stabilire alcuni contenuti regolativi minimi su temi come orario di lavoro e diritto alla disconnessione (definendo anche una fascia di contattabilità), luogo di lavoro (non solo la casa), principio di parità di trattamento economico-normativo fra lavoratori in presenza e lavoratori da remoto, sicurezza sul lavoro e protezione dei dati.

Le garanzie

Tra i punti di garanzia da inserire ci sarà l’alternanza tra la prestazione eseguita all’interno dei locali aziendali e quella svolta in modalità agile e dovranno essere disciplinati gli adempimenti relativi alla dotazione della strumentazione informatica, verificando la possibilità di forme di incentivi economici a carico dello Stato (acquisto dei dispositivi, connessioni o predisposizione di spazi di coworking), oltre al rafforzamento della disciplina su salute e sicurezza del lavoratore.

Se la proposta di indice sarà accolta Orlando conta di proporre già per metà novembre un nuovo incontro per sciogliere nel merito tutti i nodi e definire un protocollo condiviso.

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