Smart working: i pro e i contro per il lavoratore e per l’azienda

Lo smart working rappresenta un nuovo modello di occupazione che non comporta la presenza in azienda del lavoratore: quali sono i vantaggi e perché le aziende dovrebbero avvalersene

Nuove opportunità professionali sia per i lavoratori autonomi che per quelli dipendenti, dopo l’approvazione, da parte del Governo, del disegno di legge sullo smart working, o “lavoro agile”, nuovo modello di occupazione che non comporta la presenza in azienda del lavoratore. Sulla reale efficacia di questo nuovo rapporto di lavoro, l’opinione pubblica è divisa: da una parte, i sostenitori, i quali affermano che si tratta di un sistema in grado di incrementare la produttività dall’altra, invece, i detrattori, che ritengono il lavoro agile una forma di flessibilità che non tutela affatto il lavoratore.

Pro e contro
Quali potrebbero essere, dunque, i vantaggi per un lavoratore nell’adottare questa forma di inserimento occupazionale? Una madre lavoratrice potrebbe, in effetti, trarre vantaggio dallo smart working, in quanto, non avendo l’obbligo di recarsi in ufficio, potrebbe dedicarsi in modo ottimale alla cura dei figli. Tuttavia, il fatto di non avere uno spazio esterno dedicato in cui svolgere la sua attività, potrebbe rappresentare un problema, dato che a casa propria potrebbe non avere la tranquillità necessaria.

Per quanto riguarda la retribuzione, il disegno di legge stabilisce che non debbano esserci differenze, in busta paga, fra lavoro subordinato e smart working, ma che l’entità del compenso debba essere definita piuttosto dal tipo di mansioni assegnate. Tuttavia, dato che risulta difficile stabilire la durata dell’orario di lavoro per un lavoratore che esplica le sue funzioni esternamente, è possibile che esso lavori, di fatto, molte più ore rispetto al corrispettivo lavoratore interno, ricevendo in cambio lo stesso stipendio. Inoltre, pur essendo previsti, anche per il lavoro agile, una serie di incentivi legati alla produttività, risulta difficile quantificare, e dunque retribuire, eventuali ore di straordinario.

E quali sono, invece, i possibili vantaggi per l’azienda? Lo smart working consente, prima di tutto, di abbattere i costi inerenti le mansioni che vengono svolte esternamente. Si ritiene, inoltre, che potendo organizzare meglio la loro giornata, i lavoratori che lavorano tramite la formula del lavoro agile siano anche mediamente più soddisfatti, dunque maggiormente produttivi. Tuttavia, questo nuovo modello di inserimento occupazionale non è consono ad ogni genere di mansione, ma solo a quelle che non richiedano l’uso di strumentazioni particolari in dotazione dell’azienda, oppure l’interazione con personale interno, anche se, in tal caso, la nuova normativa prevede pur sempre la possibilità, da parte della risorsa esterna, di usufruire dei locali del datore di lavoro per lo svolgimento delle proprie attività.

Immagini: Depositphotos

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