Il sindaco propone ai dipendenti licenziati da un’azienda il ricollocamento in Russia

Lo stesso gruppo ha un'altra sede a Mosca, la proposta del sindaco ha scatenato accese polemiche

Un’azienda fallisce e chiude, lasciando a casa una cinquantina di operai. La soluzione proposta dal sindaco? Trasferirsi in Russia. È accaduto nel modenese.

Una nota azienda del settore della ceramica, la Martinelli Ettore srl, fondata nel 1953 a Sassuolo, in provincia di Modena, è stata costretta alla chiusura a causa del fallimento. I suoi 54 dipendenti hanno perso il lavoro e ora sono in attesa degli ammortizzatori sociali.

Un caso come tanti, purtroppo, in un’Italia che stenta a riprendersi dopo gli anni della crisi economica internazionale e dove la stagnazione economica la fa da padrone.

Il caso della Martinelli Ettore srl è finito al centro delle cronache non tanto per la crisi aziendale in sé ma per l’insolita proposta del sindaco di Sassuolo. Gian Francesco Menani, eletto alle ultime elezioni amministrative con l’appoggio di una coalizione formata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, ha proposto agli operai licenziati di trasferirsi in Russia. L’azienda infatti, fa parte di un gruppo più grande che ha anche una sede a Mosca.

Immediate sono state le reazioni dei sindacati. “In tanti anni di vertenze aziendali una cosa simile non mi era mai capitata“, ha detto il segretario generale della Fiom modenese, Cesare Pizzolla, alla Gazzetta di Modena. “Ci vuole coraggio a dire a lavoratori che da una vita prendono 1.200-1.500 euro al mese, e fanno fatica ad arrivare con la famiglia a fine mese, che si potrebbero trasferire in Russia”, ha aggiunto.

Il sindaco Menani ha risposto alle critiche precisando la sua proposta e sottolineando di essere stato lui per primo a chiedere alla Regione Emilia Romagna di attivare gli ammortizzatori sociali per gli operai.

Poi, ha stigmatizzato le polemiche: “La possibilità di assorbire, su base volontaria, alcuni dipendenti nell’azienda partecipata in Russia era un’idea, una possibilità in mezzo a tante altre e nessuno e nessuna di esse, di fronte all’opportunità di mantenere un posto di lavoro onesto e dignitoso, può o deve essere scartata a priori”, ha dichiarato Menani a Sassuolo2000.

“A inizio 2014, quando l’azienda in cui lavoravo fallì, ero pronto a fare le valige e trasferirmi in Tennessee pur di permettere a me ed alla mia famiglia una vita dignitosa: è giusto che anche i dipendenti di Martinelli Ettore abbiano la possibilità di scegliere”, ha detto ancora il sindaco, aprendo dunque all’emigrazione come una soluzione alla disoccupazione.

Il sindaco Menani ha poi precisato di aver “sollecitato un imprenditore metalmeccanico di Sassuolo, in cerca di personale, ad attingere tra le persone rimaste vittime del fallimento” della Martinelli Ettore srl. “Serve anche concretezza ed è quello che ho cercato di mettere in campo”, ha spiegato.

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