Sindacalista, un mestiere in crisi – Risorse o ostacoli per lo sviluppo? Un sondaggio rivela che sempre meno lavoratori si fidano delle organizzazioni sindacali

Risorse o ostacoli per lo sviluppo? Un sondaggio rivela che sempre meno lavoratori si fidano delle organizzazioni sindacali


Troppo rigidi, troppo molli. Troppo potenti, troppo deboli. Troppo concentrati sugli interessi di categoria, troppo distanti dai lavoratori. Pochi soggetti della scena pubblica, in questo periodo di crisi, sono bersaglio di accuse e invettive – spesso opposte tra loro – come i sindacati. Certo, come utenti dei servizi pubblici, parlarne male in giornate di scioperi selvaggi e viaggiatori infuriati è un po’ come sparare sulla Croce Rossa. Ma può avere ragione chi sostiene che questi episodi fuori controllo sono proprio frutto della perdita di rappresentanza delle organizzazioni sindacali.

Freno o spinta per lo sviluppo?

Al di là delle opinioni personali in materia, la fiducia verso i sindacati è in calo. Lo evidenzia un sondaggio Ispo pubblicato dal Corriere della Sera da cui risulta la contapposizione di due blocchi: il 49% che ritiene ancora che il sindacato in generale svolga un ruolo essenziale per lo sviluppo, contro il 44% che invece pensa che costituisca un ostacolo alla crescita (e un 7% che non ha un’opinione precisa). Prevale ancora una valutazione positiva ma le distanze si accorciano.

I risultati sono ovviamente molto più “polarizzati” se si entra negli schieramenti politici: il 63% degli elettori del centro-destra ritiene i sindacati dannosi per il paese contro il 28% degli elettori del centro-sinistra. Speculari le risposte all’altra domanda: il 68% di chi ha votato per Veltroni li ritiene una risorsa contro il 33% degli elettori di Berlusconi. A dimostrazione che la connotazione politica resta sempre forte.

Rappresentano gli interessi di tutti?

Ma la vera crisi del sindacato sta nella risposta all’altra domanda del sondaggio: è ormai una minoranza (45%) chi ritiene che i sindacati rappresentino la maggioranza dei lavoratori. Il 50% degli intervistati pensa invece che facciano gli interessi di pochi. Un giudizio trasversale a tutte le principali categorie produttive, seppure con pesi diversi. Se è comprensibile che il 68% dei lavoratori autonomi non ritenga rappresentativo il sindacato, colpisce la risposta degli operai: il 50% di loro pensa la stessa cosa, contro il 46% di opinione contraria. Nell’era del lavoro flessibile anche gli “zoccoli duri” si incrinano. (A.D.M.)

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