Chiusura discoteche, il Silb ricorre al Tar per riaprire i locali

I gestori non ci stanno e puntano il dito contro il governo: si stima un danno per 4 miliardi di euro e 100 mila lavoratori

L’Associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo (il SilbFipe, che racchiude gran parte degli operatori del settore) ha presentato un ricorso immediato al Tar del Lazio per la riapertura immediata delle aziende. Nel mirino c’è l’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che impone la sospensione delle attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, fino al 7 settembre. La decisione di presentare ricorso è stata presa durante la riunione del direttivo nazionale del sindacato. Il presidente, Maurizio Pasca, ha definito la chiusura ingiustificata. Nel comunicato diramato, il Silb scrive come i gestori non si sentano responsabili dell’aumento dei contagi, sottolineando come gli assembramenti ci siano anche in spiaggia o al bar, “attività che restano aperte”.

Chiusura discoteche, danno per 4 miliardi di euro

A detta del Silb, la discoteca è “come sempre un grandioso capro espiatorio di piaghe sociali come alcol, droga e violenza, ora anche di un virus”. I gestori dicono di aver sanificato, tracciato, imposto regole come tutti. La richiesta è di punire chi non abbia seguito le norme, non indiscriminatamente tutto il settore, che tiene insieme 100 mila lavoratori. La nuova chiusura imposta dal governo, sostiene il Silb, comporterà una perdita di 4 miliardi di euro fatturato persi, con almeno il 70% dei locali che da febbraio non ha mai riaperto. Per questo motivo ha richiesto un piano di aiuti per pagare dipendente, affitti e tasse.

Chiusura discoteche, l’ira dei gestori

Il Silb teme che i giovani che prima riempivano le piste andranno ora ad alimentare feste abusive in villa con zero controlli e nessun invito a rispettare distanze o a indossare la mascherina. Ci sono poi dei gestori furiosi, come Tito Pinton, il gestore della storica discoteca ‘Il Muretto’ di Alassio e del Musica Club Riccione. Al Corriere della Sera ha dichiarato che le discoteche sono scelte come il capro espiatorio e che nei suoi locali si siano sempre rispettate le regole e non ci sia mai stato nemmeno un caso positivo, annunciando il ricorso alle vie legali. Se i ragazzi tolgono la mascherina, ha aggiunto, la soluzione non è punire i gestori ma i clienti.

I danni economici, a detta di Pinton, saranno enormi non solo per via dei mancati incassi, ma anche per la gestione dei fornitori, della risoluzione di contratti d’oro con case discografiche e dj famosi. Pinton ha annunciato che chiederà l’accesso ai dati sulla situazione sanitaria dei contagi.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Chiusura discoteche, il Silb ricorre al Tar per riaprire i locali