Sicurezza sul lavoro, sanzioni più pesanti

Approvato il Testo unico. In arrivo ispettori territoriali che dovranno vigilare sul rispetto delle norme antinfortunistiche

 

Pochi giorni fa il governo ha dato il via libera definitiva al testo unico sulla sicurezza al lavoro. Approvazione che ha portato con sé una novità: la proroga di tre mesi per gli obblighi sulla valutazione dei rischi. Tutte le altre norme, 306 articoli per tredici articoli, entreranno in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

Il provvedimento, introducendo strumenti più raffinati e sanzioni più severe, cerca limitare il fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle morti bianche.
Tra i nuovi strumenti vanno segnalati:
– il libretto sul rischio sanitario che seguirà il lavoratore in tutto il suo percorso professionale;
– il rafforzamento della figura del medico competente;
– la formazione sulla sicurezza sia per il datore sia per il lavoratore;
– la nascita del rappresentante della sicurezza territoriale che dovrà vigilare sull’applicazione della nuova disciplina nelle imprese prive di rappresentanti sindacali.

L’inasprimento dell’apparato sanzionatorio, rappresenta l’altra strada scelta dall’esecutivo per garantire maggiore sicurezza.
Vediamo cosa cambia:
– per i datori di lavoro – e gli altri soggetti obbligati, come i dirigenti – che violano le norme del Testo unico sono previsto l’arresto oppure l’ammenda. Per esempio arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da 5mila a 15mila euro per l’imprenditore che non rispetta i suoi obblighi (valutazione dei rischi, elaborazione del documento, designazione del responsabile sicurezza);
– i responsabili delle aziende,  dove si svolgono attività pericolose, che non redigono il documento di valutazione del rischio saranno puniti con l’arresto da 6 a 18 mesi. Il giudice può applicare solo un’ammenda (non inferiore a 8mila euro e non superiore a 24mila) se, entro la chiusura dei dibattimento di primo grado, risulteranno eliminate le irregolarità, le fonti di rischio e le eventuali conseguenze dannose del reato;
– in caso di infortuni mortali o lesioni gravissime, causate dalla violazione delle norme, si applica la responsabilità amministrativa della società. Di conseguenza sarà irrogata una sanzione pecuniaria pari a mille quote (circa 1,5 milioni di euro) e una sanzione interditiva, ovvero divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, di partecipare agli appalti e di ricevere finanziamenti pubblici. La durata delle sanzioni dovrà avere una sanzione non inferiore a tre mesi e non superiore a un anno. Se la lesione è meno grave, la sanzioni potranno essere dimezzate;
interventi preventivi. Gli ispettori potranno disporre, nel caso di gravi violazioni delle norme antinfortunistiche, la sospensione dell’attività imprenditoriale. Il provvedimento scatterà, per esempio, quando in un’azienda risulti in nero il 20% dei lavoratori, oppure siano violate le misure di riposo o siano riscontrate violazioni che espongono lavoratori a rischi elevati.

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