Sicurezza sul lavoro: meno infortuni, ma resta alto l’allarme

In calo il numero degli infortunati, anche se emerge il problema delle malattie professionali

Prima di tutto i numeri. Secondo un’indagine dell’Anmil (Associazione nazionale dei mutilati e invalidi del lavoro), nel corso del 2009 in Italia si sono verificati 790mila infortuni sul lavoro: più di mille sono risultati mortali e altre 300 persone sono state colpite da malattie professionali. Numeri impressionanti, nonostante la statistica ci dica che il numero degli infortuni stia lentamente calando. L’Inail ha fornito dati relativi agli infortuni denunciati nel primo semestre del 2010: si registra un calo dell’1,49%.

Ovviamente c’è tanto da fare, basta pensare che in Italia muoiono sul lavoro – mediamente – tre persone al giorno.
Lo dice il presidente dell’Anmil che valutando i dati ha detto: “le massime istituzioni si confrontano sulle politiche da attuare per invertire l’andamento infortunistico in modo significativo e garantire miglior tutela alle vittime. Le cifre dimostrano che l’impegno comune finora profuso non è assolutamente sufficiente a tutelare la salute dei lavoratori e per questo bisogna trovare soluzioni che facciano applicare le norme sulla prevenzione”.

Secondo l’Anmil sarebbe opportuno impegnarsi più intensamente sul tema delle malattie del lavoro, spesso trascurate. In occasione della sessantesima giornata per le vittime sugli incidenti del lavoro, Bettoni ha auspicato che nella società cresca la sensibilità verso questo tipo di patologie: “Il fatto che crescano le denunce è positivo perché significa che c’é maggiore consapevolezza e le persone trovano sufficiente sostegno nella non facile verifica della professionalità. Resta vivo e aperto, però, il problema delle malattie perdute: sia quelle note che non arrivano in sede assicurativa, sia quelle sconosciute che scopriamo a posteriori, spesso frammiste con fattori ambientali o comportamentali”.
Secondo l’Inail le malattie professionali denunciate nel 2009 sono aumentate del 39,6% rispetto al 2008.

Sicurezza sul lavoro: meno infortuni, ma resta alto l’allarme
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