Scuola, supplenti senza laurea nelle scuole dell’infanzia e alle elementari

La nuova ordinanza della ministra Azzolina darà la possibilità agli studenti iscritti al terzo, quarto o quinto anno di scienze della Formazione di avere un posto da supplente

Per affrontare la ripartenza delle scuole il 14 settembre e l’emergenza di supplenti, la ministra Azzolina apre l’insegnamento ai non laureati.

Con una ordinanza firmata lo scorso 13 luglio, il ministro dell’Istruzione ha infatti riformato le graduatorie dei precari e di fatto consente agli studenti dal terzo anno di Scienze della formazione primaria di fare supplenze da settembre alle scuole materne ed elementari, se non si troveranno supplenti già laureati e abilitati pronti a ricoprire la cattedra.

Scuola, cosa cambia a settembre

Le nuove Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps), varate con ordinanza firmata dalla ministra Azzolina lo scorso 13 luglio, stabiliscono che potranno insegnare alle scuole dell’infanzia e alle primarie docenti non ancora laureati, ma comunque iscritti al terzo, quarto o quinto anno di Scienze della formazione primaria.
Gli universitari di Scienze della formazione, va ricordato, saranno comunque scelti solo se non vi saranno altre possibilità nelle graduatorie naturali.
“Sono studenti già in possesso delle competenze derivanti dallo svolgimento del tirocinio”, fa notare il ministro dell’Istruzione Azzolina. Ma la scelta non piace al Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, che chiede di limitare l’apertura ai laureandi del quinto anno (universitari con 240 crediti formativi già acquisiti), ma non ha poteri di interdizione rispetto alle scelte ministeriali.

Azzolina: “Supplenti non laureati è possibilità per giovani”

Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina difende la decisione di implementare l’utilizzo di universitari non ancora laureati per le supplenze nelle scuole. “Penso che questo Paese debba assolutamente dare la possibilità ai giovani di lavorare. Se vanno all’estero ci lamentiamo, se restano a casa ci lamentiamo, e poi questi giovani lavoravano già”, dice il ministro a Milano.
“La Lombardia – sottolinea ancora – è una delle regioni che hanno più supplenze per la scuola dell’infanzia e la primaria. Non è una novità. Lo abbiamo semplicemente messo all’interno di graduatorie e questo faciliterà le segreterie che non dovranno impazzire dietro le mad (dichiarazioni di messa a disposizione, ndr), daremo da lavorare a persone che hanno scelto di fare l’insegnante e un percorso, che era a numero chiuso. Persone preparate”, spiega.

Scuola, tra banchi singoli anti Covid e termometri

Intanto una nuova polemica investe il Miur e la sua titolare, Lucia Azzolina: riguarda i banchi singoli anti Covid. La gara europea è appena stata bandita e il tema dei possibili costi ha attirato critiche da parte dell’opposizione, spingendo anche il Codacons ad annunciare un esposto. È stata bandita una gara per 1,5 milioni, il costo singolo massimo di ogni banco sarebbe di 300 euro e servirebbero 450 milioni, più quella necessaria all’acquisto di altri 1,5 milioni di banchi classici, in legno.
La misurazione della temperatura si farà a casa da settembre, anche se le scuole se vorranno potranno organizzarsi, evitando però assembramenti. “Noi – ha detto Azzolina- contiamo sulla responsabilità, a casa, delle famiglie. Se un bambino è già malato a casa e ha la febbre non abbiamo bisogno di mandarlo sull’autobus. Quindi la misurazione va fatta a casa, poi ogni scuola nella sua autonomia può organizzarsi come crede”, considerando però i rischi di folle all’ingresso.

 

 

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Scuola, supplenti senza laurea nelle scuole dell’infanzia e alle...