Scuola, sostegno: quando arriva un nuovo alunno disabile le ore si dimezzano

(Teleborsa) – Fa scalpore il caso di un alunno di Matera, con disabilità grave, a cui l’istituto ha dimezzato il monte orario settimanale di sostegno perché nella stessa scuola primaria è arrivato un compagno con le stesse problematiche. La madre scrive al Miur e si sfoga con la stampa: “Voglio il sostegno scolastico per mio figlio diversamente abile come stabilito dal Piano educativo individualizzato redatto dagli specialisti e non per la metà delle ore come sta accadendo. Altrimenti mi vedrò costretta a ricorrere al Tar ed alla Procura della Repubblica!”. Ad aver reso più complicata la situazione è stato il recente decreto legislativo 66/2017 sulla promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità (art. 3, c. 1, lettera d), con cui si è ribadito che gli organici di sostegno devono rimanere invariati rispetto ai posti in deroga attivati nell’anno precedente.

“Quindi, anche se arrivano nuovi alunni, il servizio non si incrementa – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – . Ma siccome il numero di allievi disabili cresce da tempo di almeno 10mila unità l’anno, viene da chiedersi come si fa ad approvare una legge del genere. Il problema è anche un altro: quello che un terzo dell’organico di sostegno è composto da posti in deroga. Il risultato è che oggi abbiamo un terzo dei posti che vanno ai supplenti, perché allo Stato continua a fare troppo comodo mantenere in vita la supplentite e risparmiare sui mesi estivi. Con l’aggravante del ‘balletto’ dei supplenti per mesi, ad inizio anno, e della mancata continuità didattica”.

Scuola, sostegno: quando arriva un nuovo alunno disabile le ore si dimezzano
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