Scuola, sindacati: sono almeno 70mila le assunzioni da fare subito

(Teleborsa) – Secondo stime ufficiali, confermate dal Miur, 25mila docenti e quasi 10mila Ata lasceranno il lavoro per essere collocati in pensione. Si tratta di una quota maggiore, di alcune migliaia, rispetto agli anni passati: il picco sarebbe dovuto a un precedente blocco stabilito dalla legge Fornero. A chiedere di andare in pensione sono i docenti e il personale Ata classe ’51: quella che, secondo i requisiti richiesti, nel 2018 raggiunge i 67 anni di età, a cui i aggiungono tutti quelli che raggiungono invece 41 anni e 10 mesi di contributi. 

Una parte di questi 35mila, però, potrebbe saperlo all’ultimo o essere costretto a rimanere in servizio un anno in più perché l’Inps non farebbe in tempo a lavorare le pratiche.

Poi ci sono da coprire altri 50 mila posti vacanti, tra turn-over con le vecchie regole precedenti all’ultima riforma delle pensioni, posti residuali delle immissioni in ruolo già autorizzate e posti vacanti e disponibili fino al 31 agosto dell’anno successivi. Per non parlare dei 40mila in deroga, senza titolare, del sostegno.

“Abbiamo l’impressione che Miur e governo vogliano prendere a pretesto questo problema per limitare il contingente delle immissioni in ruolo – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – . Ammesso che siano anche 10mila i docenti, gli amministrativi, tecnici e ausiliari ad avere il via libera tardivo o differito verso la pensione, rimarrebbero almeno altre 70mila assunzioni da realizzare subito. I posti ci sono. Se poi contiamo altri 40mila posti in deroga del sostegno, facendo cadere il vincolo della Legge Carrozza 128/13, allora le assunzioni in ruolo diventerebbero oltre 100mila. E non si mettano avanti, come al solito, le resistenze del Mef: vanno superate, perché c’è un impegno forte dell’attuale Esecutivo nello stabilizzare un alto numero di precari, l’unica vera arma da utilizzare per abbattere quella supplentite cronica, di cui è ben cosciente anche Bruxelles, che il governo precedente, con le azioni fallimentari contenute nel Jobs Act e nella Buona Scuola, non ha nemmeno scalfito. Senza dimenticare che se dovesse passare ‘Quota 100’, senza limitazioni anagrafiche, allora ci sarebbero altri 150mila docenti e Ata a chiedere di andare via nel giro di anno, mettendoci finalmente alle spalle quel precariato storico sempre più difficile da sradicare”.

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