Scuola, rinnovo contrattuale: riprendono le trattative ma mancano le risorse

(Teleborsa) – Le ferie estive sono agli sgoccioli e un altro nuovo anno scolastico è alle porte, con i problemi di sempre, a partire da quello dell’eccessivo numero di precari: a breve, dopo la prossima stipula dell’Atto di indirizzo presso la Funzione Pubblica, prenderà il via il confronto per il rinnovo contrattuale. Si parte, come noto, dall’accordo del 30 novembre scorso, quando si è stabilita anche la cifra di massima che, Legge di stabilità 2017 permettendo, i dipendenti pubblici si ritroveranno in più in busta paga nel 2018 circa 85 euro lordi. Una cifra irrisoria, che non cambierà di molto il deprimente posizionamento stipendiale di Eurydice su 40 Paesi europei.

Ben altra cosa, sarebbe il recupero dell’indennità di vacanza contrattuale e un aumento stipendiale adeguato, pari ad un incremento netto in busta paga di 220 euro.

“Qualsiasi intesa, senza il recupero del costo dell’inflazione, decisamente cresciuta negli ultimi dieci anni, sarebbe un accordo contro i lavoratori e dirigenti della Pubblica Amministrazione” – avverte Marcello Pacifico, presidente Anief -. “Ecco perché il loro stipendio negli ultimi dieci anni ha perso quasi il 20% del suo valore effettivo: i Governi non si sono limitati a bloccare i contratti, ma anche a congelare quell’indennità di vacanza contrattuale, da assegnare proprio in tali situazioni di attesa del rinnovo”.

“Per noi, quindi, non rimane che impugnare tale politica, chiedendo ai lavoratori di inviare formale diffida al Miur oppure di aderire direttamente al ricorso rivolgendosi direttamente al giudice del lavoro, in modo da recuperare almeno il 7% degli ultimi due anni di quell’indennità sottratta in modo illegittimo, come previsto dalla Consulta, interrompendo i termini di prescrizione”, aggiunge il sindacalista.

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