Scuola, primo sciopero targato 2018. Previsto record di adesioni

(Teleborsa) – Lezioni a rischio, oggi 8 gennaio, per tre milioni e mezzo di alunni delle scuole dell’infanzia e primaria, per lo sciopero proclamato dalle sigle sindacali, quali Anief, Saese e Cub con la partecipazione di Cobas e Unicobas.   

La protesta è stata organizzata a seguito della discussa sentenza prenatalizia dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato che ha messo fuori dalle GaE i docenti con diploma magistrale, condannandoli alla precarietà: come risposta, in corrispondenza del primo giorno di scuola dell’anno, stamane migliaia di maestre e di maestri incroceranno le braccia.

Molti di loro con mezzi propri raggiungeranno il Ministero dell’Istruzione, per partecipare alla manifestazione indetta dall’Anief, tra le ore 9.00 e le ore 13.00. Sono previsti, contemporaneamente, sit-in anche davanti gli Uffici Scolastici Regionali di Torino, Milano, Bologna, Palermo, Cagliari, Catanzaro e Bari.

La richiesta del sindacato è quella di confermare nei ruoli dello Stato i 6mila neoassunti con riserva che hanno superato o stanno superando l’anno di prova e assumere i 44mila colleghi inseriti con riserva nelle GaE, i quali da molti anni insegnano ormai nelle nostre scuole.

Tra poche ore le famiglie italiane – spiega Marcello Pacifico presidente nazionale di Aniefsi accorgeranno cosa vuol dire perdere il maestro del proprio figlio, dopo diversi anni, per colpa di una sentenza che non doveva neanche essere pronunciata, vista l’assenza di un conflitto di giudicato per una categoria, composta appunto dai docenti della scuola dell’infanzia e primaria, che è stato volutamente dimenticato dal Governo e dal Parlamento, anche con l’esclusione dal piano straordinario di assunzioni come dal nuovo sistema di formazione e reclutamento. Se un titolo è considerato abilitante e valido per partecipare ai concorsi, come tutte le altre abilitazioni conseguite entro il 2011, deve essere valido per inserirsi nelle graduatorie ad esaurimento – aggiunge il sindacalista – che chiede di “riaprire subito le GaE e permettere l’incontro tra domanda e offerta, per non permettere la moltiplicazione di quei corsi e ricorsi che la stessa Ministra Valeria Fedeli invita ad evitare”. Pacifico conclude con un avvertimento: “in caso contrario, la mobilitazione continuerà e partiranno le nuove azioni legali, per annullare in Europa o in Cassazione la sentenza della Plenaria”.

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