Scuola, nel DEF risorse “scarse” per il rinnovo dei contratti

(Teleborsa) – Nel DEF le risorse stanziate per il rinnovo dei contratti pubblici, sia nella PA che nella scuola, sono di appena 800 milioni di euro. Una somma che fa nuovamente infuriare i sindacati. 

Secondo il sindacato della scuola Anief, “continua l’operazione risparmio ai danni dei dipendenti pubblici” con un incremento minimo rispetto agli aumenti stanziati giusto un anno fa. Eppure, sul rapporto stipendi-inflazione vi è la sentenza della Consulta sulle pensioni quali retribuzioni differite e della Corte dei Conti secondo cui le buste paga vanno adeguate al costo della vita.

Fatti due calcoli, occorrerebbero 6 miliardi per compensare gli arretrati e altrettanti per gli aumenti. I dipendenti della scuola rimangono, comunque, i più penalizzati unitamente agli alunni che, proprio in questi giorni, pagano sulla propria pelle la mancanza di investimenti per l’istruzione pubblica.

“Per un adeguamento vero, servono in media 1.800 euro a lavoratore pubblico da applicare, tra l’altro, per legge da un anno”, sottolinea il Presidente del sindacato, Marcello Pacifico. “Stanziare 800 milioni di euro – aggiunge – è quasi una provocazione: non servono neppure a coprire il salario minimo per adeguare le buste paga all’inflazione, come certificato nelle scorse settimane dalla Corte dei Conti”.

“In sei anni, la spesa per gli stipendi nel comparto scuola è sprofondata del 16%, – sottolinea – si è cancellato un istituto su tre e, inoltre, quasi 200 mila posti di lavoro: un docente neo-assunto, senza servizi pregressi, percepisce per 10 anni 1.280 euro al mese”.

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