Scuola, necessario sbloccare 100mila posti liberi tenuti sotto scacco

(Teleborsa) – La settimana che si è aperta servirà a capire se il Ministero dell’Istruzione vuole cambiare registro sugli organici dei lavoratori della scuola: sul tema, infatti, per domani, 27 marzo, sono stati convocati al Miur i sindacati rappresentativi per un’informativa che ha tutta l’aria di essere un “preludio” all’annuale Circolare sugli organici.

La definizione degli organici, per l’anno scolastico 2018/19, dovrebbe contenere solo mille posti di potenziamento alla scuola dell’infanzia, peraltro a danno della secondaria. Oltre che un lieve incremento di posti nell’organico autonomia. Per il sindacato della scuola, Anief sono “palliativi” perché l’unica vera soluzione è quella di trasformare tutti i posti dell’organico di fatto in quello di diritto: assieme all’apertura delle GaE, è un “passaggio imprescindibile” se si vuole una volta per tutte abbattere il precariato stabilizzando tutti i precari con oltre 36 mesi di servizio svolto, ad iniziare dai docenti abilitati che “il Miur si ostina a respingere”.

Avere quasi 100mila posti liberi, di cui la metà su sostegno, senza però utilizzarli per le immissioni in ruolo e per i trasferimenti, è un punto fermo dell’amministrazione scolastica che blocca non solo tantissimi precari, ma anche l’offerta formativa e l’intera organizzazione scolastica – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -: tale organizzazione, infatti, danneggia la continuità didattica e impegna migliaia di impiegati e le ragionerie territoriali dello Stato a sbrigare le pratiche di un numero infinito di supplenze. È possibile che per risparmiare un po’ di fondi pubblici si debbano danneggiare gli alunni e caricare in modo sconcertante le amministrazioni dello Stato?”.

Nella riunione di domani – continua il sindacalista – è bene che i sindacati rappresentativi sollevino il problema. Gli organici della scuola non possono più sopportare questo fardello. Qualsiasi altra decisione, è secondaria dinanzi all’esigenza di trasformare tutti i posti, anche i 20-25mila del personale Ata perennemente dimenticato, dall’organico di fatto a quello di diritto. Come occorre introdurre il potenziamento degli organici nelle aree a rischio, a partire da dove sono alti i tassi di abbandono e migratori. Non farlo significherebbe perdere un altro anno. Sperando che sia l’ultimo: perché se l’Anief riuscirà a sedersi presto a quei tavoli, superando la soglia minima del 5% di rappresentanza con le prossime elezioni Rsu di metà aprile, potrà finalmente sollevare questa e tutte le altre problematiche irrisolte sulle quali da decenni vige il silenzio”.

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