Scuola, molto lavoro e pochi soldi per gli insegnanti italiani i più mal pagati d’Europa

(Teleborsa) – Troppo lavoro e poco guadagno per gli insegnanti italiani. E’ cosa nota che i nostri docenti lavorano di più della media europea e sono all’ultimo posto in termini di stipendio. Ecco perché è partita una petizione sostenuta dal sindacato Anief, che sta avendo un grande successo: sono state raccolte quasi 20 mila firme.

Chi insegna in Italia lo fa per più ore a settimana di lezione rispetto alla media del vecchio Continente: sia nella scuola primaria (22 contro 19,6) che nella secondaria superiore (18 contro 16,3). Ma solo i docenti di Slovacchia e Grecia possono contare su buste paga inferiori a quelle dei nostri insegnanti.

Il problema è, soprattutto, quello del mancato adeguamento stipendiale nel corso della carriera. In Francia, ad esempio, i maestri della primaria appena assunti percepiscono quanto i colleghi italiani (tra 22mila e 23mila euro lordi, ma a fine carriera guadagnano oltre 10mila euro in più (44.500 euro contro 33.700 euro). Non va meglio per un insegnante del Belpaese che opera alle superiori: può contare su stipendi massimi di 38.745 euro, mentre chi svolge la stessa professione in Germania sfiora i 64mila euro. E pure in Spagna arriva a 48mila euro, quindi 10mila in più. Molto avanti sono pure gli insegnanti belgi (63mila euro) e austriaci, che superano i 65mila euro. Per non parlare di chi insegna a Lussemburgo, dove si arriva a percepire 125mila euro medi.

“Ecco perché abbiamo sostenuto la petizione, la quale verrà inviata a chi gestisce la scuola e la sostiene con fondi a dir poco inadeguati”, afferma il Presidente del sindacato Marcello Pacifico, ricordando che “insegnare in Italia significa lavorare di piùe guadagnare meno”.

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