Scuola: maxi aumenti per i presidi, beffa per i prof

Ai dirigenti scolastici 440 euro in più con la manovra, agli insegnanti 85. A molti di loro verrà tolto il bonus Renzi

Il Governo ha deciso di stanziare quasi due miliardi di euro per la scuola nella nuova legge di bilancio: esattamente un miliardo e 95 milioni di euro che serviranno per rinnovare i contratti degli insegnanti, aumentare gli stipendi dei presidi e aprire le porte a oltre 2mila nuove assunzioni.
Con una differenza sostanziale che ha già destato qualche polemica: da una parte i presidi si troveranno un maxi aumento di 440 euro netti al mese, dall’altra per i docenti ci saranno solo 85 euro lordi in più in busta. E nemmeno per tutti: il 40% dei prof rischia di perdere il bonus da 80 euro, per cui l’aumento sembra una vera e propria beffa.

PROF, AUMENTO DI 85 EURO E PERDITA DI 80 – Con il rinnovo previsto per circa 3 milioni di dipendenti pubblici, i docenti riceveranno un aumento in busta paga di 85 euro lordi mensili. Un aumento che però riguarderà soltanto il 41% dei professori, ossia quei 320mila che guadagnano meno di 25mila euro l’anno. Ma questo incremento nasconde una brutta sorpresa: chi lo riceverà vedrà il proprio stipendio lievitare oltre i 25mila euro annui, criterio che consentiva anche il bonus di 80 euro di Renzi, che così verrebbe meno. Quindi in sostanza, aumento di 85 euro e perdita di 80.

PRESIDI, 440 EURO IN PIU’ – Con 440 euro in più in busta paga ogni mese, gli stipendi dei presidi verranno equiparati agli altri dirigenti della Pubblica Amministrazione da settembre 2018. L’adeguamento riguarderà 7.993 presidi italiani.

ASSUNZIONI – La manovra prevede l’assunzione di 2.500 collaboratori scolastici e 500 assistenti amministrativi da settembre 2018. Per i 754 assistenti amministrativi e tecnici con contratto di collaborazione che lavorano insieme agli assunti sono previste 465 stabilizzazioni “per titoli e colloquio”.
Da ottobre 2018 è prevista l’assunzione di 1.300 ricercatori universitari di tipo B e di 300 ricercatori degli Enti pubblici del settore.

AGEVOLAZIONI STUDENTI – Per quanto riguarda gli studenti universitari, chi ha in famiglia un Isee inferiore a 13.000 euro non dovrà pagare le tasse per l’ingresso alla facoltà.

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