Scuola, la “supplentite” continua. A novembre Italia dovrà risponderne in Europa

(Teleborsa) – La “supplentite” nella scuola continua: il fenomeno perdura nonostante la riforma della Buona Scuola approvata dal Governo Renzi e i suoi decreti delegati. Il sindacato della scuola Anief dà la colpa al MIUR e al MEF che continuano ad utilizzare gli organico di fatto per coprire supplenze annuali o al termine delle attività didattiche su posti per lo più senza titolare. Addirittura per il sostegno uno su tre è assegnato in deroga, a discapito di uno degli aspetti più importanti per l’assolvimento del diritto allo studio, quale è la continuità didattica.

Anief smentisce l’assenza di insegnanti di sostegno precari, citati dal Ministro del MIUR Valeria Fedeli per giustificare i ritardi di copertura delle cattedre scoperte: la verità è che gli specializzati ci sono ma il Governo li ignora e continua a bandire TFA lasciando il personale fuori dalle graduatorie per il reclutamento, e con lo 0,25% di possibilità di insegnamento (20 scuole su 8.400 scelte dalle GI e niente GAE). E a novembre lo Stato italiano dovrà rispondere all’Anief in Consiglio d’Europa sul reclamo dichiarato ammissibile. 

“Il vento sta cambiando, perché il prossimo mese lo Stato italiano dovrà rispondere all’Anief in Consiglio d’Europa sul reclamo dichiarato ammissibile”, spiega Marcello Pacifico, Presidente Anief. “La richiesta riconosciuta dal Comitato Europeo dei diritti sociali come rappresentativa delle istanze del personale docente e ATA, è stata infatti accolta e a Bruxelles.

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