Scuola, la diverse visioni dei sindacati sul rinnovo del contratto

(Teleborsa) – Il rinnovo del contratto per i lavoratori della scuola suscita una serie di reazioni da parte dei sindacati. Dopo che il Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, Valeria Fedeli, ha manifestato la volontà di un contratto della scuola entro il 2017, Francesco Sinopoli, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL spiega: “Se queste sono le intenzioni ci attendiamo dal Ministro alcuni passaggi che sono essenziali perché ciò avvenga. Innanzitutto far pesare questa sua volontà in Consiglio dei Ministri al momento dell’approvazione del decreto legge cosiddetto Madia per la prevista (entro maggio) revisione del testo unico sul Pubblico impiego in materia di rapporto di lavoro.

In quella sede sostenere con convinzione la derogabilità delle leggi da parte dei contratti, la fine del precariato nella scuola per docenti, educatori e ATA, il ritorno al contratto delle materie che le norme Brunetta hanno sottratto alla negoziazione (salario accessorio, sanzioni disciplinari, mobilità, organizzazione del lavoro, formazione, valutazione dei dirigenti) e che l’attuale testo in discussione mostra di non fare pienamente.

In secondo luogo, Sinopoli chiede di convocare i sindacati quanto prima per discutere tempi e modi dell’emanazione dell’atto di indirizzo senza il quale la contrattazione non può nemmeno essere avviata. E in quella sede, come FLC CGIL, ricorderemo che valutazione, bonus, percorrenze di carriera sono tutti argomenti che discuteranno le parti e che non sono nella disponibilità unilaterale del Ministro. Per noi bonus premiale e chiamata diretta vanno cancellati, spiega Sinopoli

Più critico il giovane sindacato della scuola Anief che rivela che per il rinnovo del contratto non ci sono le condizioni. 

Il segretario generale della UIL Scuola, Pino Turi, dopo le affermazioni di Matteo Renzi riconfermato segretario del PD, sulla scuola, spiega: “Quando Matteo Renzi dice di mettere al centro dell’azione politica le persone e non gli algoritmi, ammette di avere sbagliato, ma non pensi che sia solo un problema di comunicazione e di coinvolgimento, ci sono anche scelte di merito che vanno corrette. Turi sottolinea che “bisogna rimettere al centro dell’azione politica sulla scuola gli investimenti per la scuola statale. Ciò  significa ripristinare il pluralismo interno alla scuola, ridare anima e corpo alla libertà di insegnamento e tornare a dare fiducia alla scuola dell’autonomia, intesa come comunità libera ed indipendente, che non può essere confusa con quella della legge del Governo.

 

  

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