Scuola, innalzamento obbligo a 18 anni presuppone inizio a 5 anni

(Teleborsa) – Scuola dell’obbligo a 18 anni? Si può fare solo se si anticipa la scuola primaria a cinque anni, altrimenti si tratterebbe solo di un’operazione risparmio, finalizzata a far sparire a regime 35 mila cattedre della scuola superiore.

A sostenerlo è l’Anief, che non si oppone indeologicamente a questa proposta, già annunciata a inizio 2000 dall’allora Ministro Luigi Berlinguer, poi ripresa da diversi governi e dall’ex ministro Stefania Giannini. “Se nessuno c’è riuscito è perché è sempre mancato un percorso ragionato e condiviso”, sottolinea il sindacato.

“Con la scuola primaria anticipata di un anno, durante il quale attivare delle classi ponte, affidate a maestri in compresenza della scuola dell’infanzia e della stessa primaria, si migliorerebbe il delicato passaggio tra la scuola materna e l’ex elementare”, spiega il Presidente del sindacati, Marcello Pacifico, aggiungendo che “è scientificamente provato che a cinque anni i bambini hanno bisogno di una formazione di tipo essenzialmente ludico e, nello stesso tempo, di avvicinamento all’alfabetizzazione e al far di conto”.

L’operazione permetterebbe anche di svuotare le graduatorie di merito e le Graduatorie ad Esaurimento dei maestri d’infanzia dimenticati dalla riforma e con pessime prospettive di stabilizzazione. Come si darebbe una bella spallata alla dispersione e all’abbandono scolastico: perché mantenendo il tempo scuola immutato e innalzando l’obbligo a 18 anni, gli studenti sarebbero più coinvolti nei progetti formativi. “Certo, servirebbe anche rivedere i contenuti dei cicli scolastici, rendendoli anche più stimolanti per le nuove generazioni”, conclude il sindacalista.

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