Scuola, il nuovo contratto danneggia giovani e anziani

(Teleborsa) – Nel nuovo contratto dei dipendenti della scuola vi sono alcune novità che potrebbero suscitare malcontento tra i dipendenti più giovani e i docenti e Ata a fine carriera.

L’accordo, per i primi, ufficializza l’abolizione del primo gradone stipendiale (relativo alla fascia di anzianità 3-8 anni) riassorbito nella fascia unica 0-8 anni.

Per quanto riguarda gli over 60, invece, se si tiene conto dell’avanzamento della soglia di pensionamento, spostata a 67 anni (oppure per quello di anzianità ricollocato a 43 anni di contributi), non è previsto alcun nuovo scaglione. In pratica, l’ultimo gradone (posto a 35 anni di carriera) viene a configurarsi senza un limite temporale.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, spiega che “nel primo caso, come hanno deciso diversi tribunali del lavoro, anche recentemente, l’abolizione del primo gradone stipendiale, introdotta per favorire l’invarianza finanziaria per le immissioni in ruolo poi normata dalla legge 128/2013, danneggia non poco chi aveva già diversi anni di precariato e viola la normativa comunitaria: per questo, va disapplicata”.

“Nel secondo caso – continua il sindacalista – ci si aspettava una nuova fascia, la 36-43 anni, attraverso la quale si sarebbe recepito nel contratto collettivo nazionale il sensibile allungamento dell’età pensionabile. Invece, inspiegabilmente, nell’ipotesi di contratto accordato dalla parte pubblica con i sindacati Confederali, si condannano gli over 60 a percepire lo stesso stipendio fino all’ultimo anno prima di andare in pensione”.

Scuola, il nuovo contratto danneggia giovani e anziani