Scuola: il concorsone è l’occasione della vita. Ce la farà uno su tre

Il 28 aprile le prime prove scritte. L’80 per cento dei candidati è donna: l’età media è di quasi 39 anni

Concorso scuola ai nastri di partenza. Prenderanno ufficialmente il via il prossimo 28 Aprile le prime prove scritte che porteranno in cattedra oltre 63mila insegnanti nell’arco del prossimo triennio, precisamente 63.712 precari già in possesso dell’abilitazione.

“È un processo di stabilizzazione senza precedenti – sottolinea il ministero dell’Istruzione – A settembre 2015 abbiamo assunto circa 90mila precari che stazionavano da anni nelle vecchie graduatorie ad esaurimento (Gae). Con questo nuovo concorso sarà immesso in ruolo un docente su tre. Una percentuale altissima”.

8 SU 10 SONO DONNE – Tra i partecipanti, oltre otto su dieci sono donne e l’età media è di 38,6 anni. Si tratta in maggioranza di candidati in possesso del Tfa (Tirocinio formativo attivo) e del Pas (il percorso abilitante speciale riservato agli insegnanti con tre anni di esperienza). Insomma, chi arriva alla prova del 28 aprile ha già superato una selezione durissima, con dieci esami e discussione della tesi finale.

PIOGGIA DI RICORSI – I paletti di accesso imposti dalla Buona Scuola hanno fatto insorgere i non abilitati, che hanno presentato una pioggia di ricorsi al Tar e hanno fatto storcere il naso anche agli stessi abilitati: “Ci hanno già giudicati, cos’altro dobbiamo dimostrare?”, è il commento più diffuso tra gli iscritti ai gruppi Facebook “No concorso”. Il Miur ha dovuto fare i conti anche con una serie di intoppi burocratici, come la penuria di commissari o la polemica sulla pubblicazione tardiva del bando, prevista entro l’1 dicembre e slittata al 29 febbraio.

TRE ANNI DA PRECARIO – Fa paura il vincolo, imposto da una sentenza europea, che vieta di rinnovare i contratti a tempo oltre i 36 mesi. La prospettiva, per chi non dovesse superare il concorso, è di lavorare ancora tre anni da precario per poi dire addio all’insegnamento. Timori che il ministero prova a fugare: “La Buona Scuola ha stabilito il principio per cui si torna a bandire con regolarità: il prossimo concorso sarà tra tre anni”.

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