Scuola, falsati i numeri del rapporto alunni-docenti

(Teleborsa) – Il rapporto docenti-alunni nella scuola non è di 1-10 con le assunzioni volute dal governo Renzi, poiché questo numero è stato falsato dall’inclusione dai circa 120 mila insegnanti di sostegno e di religione inseriti. La “rettifica” dei numeri sbandierati è stata effettuata dal giovane sindacato della scuola Anief.

Secondo le stime fornite dal primo quotidiano economico nazionale, con le assunzioni del governo Renzi si sono riportate le lancette indietro al 2010, tornando addirittura ai livelli pre Tremonti-Gelmini. Così, nel 2016, dopo la tornata di stabilizzazioni, nella primaria il rapporto alunni/insegnanti è sceso a 9,75 a 1; nella secondaria 9,83 a 1. Nella scuola primaria, l’Italia diventerebbe penultima in Europa: peggio di noi farebbe solo la Grecia (9 a 1). Nella secondaria saremmo terz’ultimi: ci supererebbero Austria e Lettonia’.

“Una delle peculiarità della scuola italiana è che un insegnante su sette, di ruolo, è assunto come docente specializzato o dalla diocesi”, replica il sindacato guidato da Marcello Pacifico, aggiungendo che “l’adeguamento dell’intero organico di fatto a quello di diritto comporterebbe soltanto la continuità didattica di personale (più di 150 mila tra docenti e Ata) sempre chiamato ogni anno come supplente”.

“Bisognerebbe entrare nelle nostre aule, sempre più spesso pollaio, per vedere se il rapporto è veritiero”, rimarca il leader sindacale Marcello Pacifico, ricordando che Anief ha sempre  chiesto organici differenziati in base al territorio, ai flussi migratori, alle zone depresse economicamente, alla dispersione scolastica, all’insuccesso formativo, ai quartieri a rischio o alle zone difficilmente raggiungibili.

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