Scuola e Mobilità, nel 2016 record di errori e di sentenze per ripararli

(Teleborsa) – Sono errori a catena quelli che hanno caratterizzato la mobilità dei docenti italiani nel 2016: alle richieste record di trasferimento, quasi 210mila, si sono susseguiti innumerevoli casi di collocazioni su sedi errate per via dell’algoritmo impazzito, ma anche a seguito dell’applicazione di un contratto sulla mobilità che ha lasciato molto a desiderare. Andando a determinare un tourbillon di cambi di sede e di cattedre, protrattasi per mesi, con due milioni e mezzo di alunni che hanno cambiato insegnante.

Il paradosso, sottolinea il sindacato della scuola Anief, è che, purtroppo, dalle bozze che stanno circolando in questi giorni sulla contrattazione, “scopriamo che molte storture non sono state superate: anche la mobilità del prossimo anno scolastico rischia seriamente di essere minata da impugnazioni e ricorsi”.

I motivi delle doglianze sono innumerevoli: vanno dalla mancata valorizzazione del servizio nelle paritarie e del servizio pre-ruolo per il computo del quinquennio di permanenza sul sostegno, agli errori di assegnazione su ambito territoriale attraverso il segreto algoritmo ministeriale, sino alla violazione dei diritti di precedenza assoluta per i dipendenti con disabilità o che assistono familiari che necessitano di assistenza: “il quadro disastroso emerge dagli ultimi provvedimenti ottenuti dai legali Anief presso i giudici del lavoro italiani, con ripetute condanne del Miur a riformulare i trasferimenti nel rispetto della normativa e del principio del merito in ambiente lavorativo”.

Negli ultimi giorni, spiega il giovane sindacato della scuola, si sono succedute sentenze e provvedimenti d’urgenza di pieno accoglimento che condannano il Ministero dell’Istruzione ritenendo illegittime molte delle determinazioni contenute nella contrattazione integrativa. I tribunali del lavoro di Palermo, Pavia, Cremona, Ravenna, Trieste e Arezzo danno accoglimento alle richieste e rettificano procedure e trasferimenti errati.

“Purtroppo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – io sul sostegno computando il pre-ruolo; nella mobilità d’ufficio e nelle graduatorie d’istituto, il periodo di precariato sarà considerato, ancora una volta, come un servizio di serie B; permarrà poi l’impossibilità di ottenere punteggio per il servizio svolto nelle paritarie e l’amministrazione sembra intenzionata a non prevedere, per gli insegnanti assegnati su ambito territoriale, la possibilità di chiedere la titolarità nella scuola di attuale servizio. Se le cose rimarranno così e non verrà ‘aggiustato il tiro’, saremo costretti a una nuova stagione di ricorsi. Il Miur, ancora una volta, si vedrà condannato in tribunale”.

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