Scuola, dirigenti scolastici oberati dalle troppe reggenze

(Teleborsa) – Una missiva, inviata alle istituzioni da 30 dirigenti scolastici bellunesi, riassume la preoccupazione di tante province italiane: “servono nuove figure organizzative e manageriali delle nostre scuole, stiamo assistendo ad un progressivo aggravio del carico di lavoro, con un serio rischio di stress da lavoro correlato”. Ogni anno che passa, i presidi sono infatti costretti a gestire “sempre più scuole in reggenza”, per via dei pensionamenti e poiché i vincitori dei concorsi sono stati tutti assunti: proprio ora che, tra l’altro, stanno subentrando ulteriori impegni e responsabilità, come “le reti d’ambito previste dalla Buona Scuola”. Inoltre, in cambio di responsabilità aggiuntive enormi percepiscono un compenso netto ridicolo: tra i 200 e i 300 netti mensili. Per i Dsga il problema non è da meno: a portare avanti “le incombenze economiche” sono, infatti, spesso reggenti o assistenti amministrativi incaricati. È necessario avviare il prima possibile il concorso per entrambe le figure, poiché quasi 1.500 scuole non possono essere ancora affidate in reggenza per un altro anno.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, ricorda: “è da due anni che si attende il nuovo concorso per Dirigenti scolastici, ma si continua a rimandare. Ancora oggi, siamo fermi all’esame dei rilievi del Consiglio di Stato. Così ci troviamo con nemmeno 7mila presidi, mentre ne servirebbero 8.200. Intanto, con la scuola dell’autonomia e l’approvazione della Legge 107, le responsabilità e gli impegni dei Dirigenti sono triplicati: il tutto in cambio di compensi che costituiscono la metà di quelli di altri dirigenti pubblici, con il risultato che l’enorme mole di lavoro svolto non viene affatto ripagato da stipendi adeguati”.

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