Scuola, chiamata diretta? E’ solo l’inizio. La riforma coinvolgerà sempre più insegnanti

(Teleborsa) – L’onda della Buona Scuola è più lunga di quanto si pensi: presto se ne renderanno conto i 32 mila docenti che il Ministero dell’Istruzione si appresta ad assumere entro il prossimo 15 settembre. Le procedure di immissioni in ruolo avverranno in modo tradizionale – da Graduatorie ad esaurimento (non ancora esaurite) o da concorso, ma la scelta non avverrà sulle classiche 100 province, bensì sui nuovi 200 ambiti territoriali.

Per i neo-assunti, dunque, la collocazione nell’ambito avverrà con le stesse regole adottate per gli immessi in ruolo con le fasi B e C del piano straordinario della Buona scuola: attribuzione dell’ambito territoriale; invio della domanda on line, da parte dei docenti assunti nel 2016, alle sedi scolastiche che hanno pubblicato la messa a disposizione dei posti; scelta dei dirigenti scolastici dei docenti ritenuti più idonei, tramite valutazione del curriculum ed eventuale colloquio o valutazione del video prodotto dagli insegnanti stessi. Per i docenti che non accetteranno, varrà lo stesso trattamento riservato agli immessi in ruolo con il piano straordinario della Buona Scuola, saranno definitivamente espulsi dalle rispettive graduatorie.

E’ quanto denuncia il sindacato della scuola Anief, ricordando che i presidi potranno utilizzare anche docenti appartenenti a classi di concorso anche diverse da quelle per le quali sono abilitati, purché posseggano titoli di studio validi per l’insegnamento della disciplina e percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire.

“È evidente, anche se probabilmente ancora non chiaro a tutti, che con il passare del tempo la riforma su ambiti territoriali coinvolgerà sempre più insegnanti – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – con tutti i limiti e le criticità che comporta. Ad iniziare dagli errori dell’algoritmo, che il Miur si ostina a tenere segreto, sino ai recenti casi di personalizzazione dei criteri di selezione da parte dei dirigenti scolastici. E questo varrà per il prossimo anno”. Dal successivo, quindi dal 2017 – spiega il sindacalista – “tutti coloro che faranno domanda di trasferimento, volontaria o obbligatoria, rientreranno nella mobilità territoriale e professionale del personale docente che opera tra gli ambiti territoriali, come è scritto nel comma 73 della riforma”.

Scuola, chiamata diretta? E’ solo l’inizio. La riforma coinvolgerà sempre più insegnanti
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