Scuola, Anief: “Dal nuovo contratto incrementi minimi”

(Teleborsa) – Arrivano le prime rimostranze contro il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca, nel quale sono confluiti i precedenti comparti di Scuola, Enti di ricerca, Università, Accademie e conservatori.

Il giovane sindacato della scuola Anief spiega che gli stipendi che riguardano docenti e personale ATA verranno incrementati di appena il 3,48%: una percentuale tre volte inferiore all’inflazione, nel frattempo aumentata di ben 14 punti. L’accordo economico raggiunto non copre nemmeno l’indicizzazione del’’indennità di vacanza contrattuale sul tasso di inflazione programmata, salito del 5,5%. Nel tentativo maldestro di innalzare gli stipendi più bassi dell’area OCSE, dopo la Grecia, e di adottare un aumento almeno pari a quello introdotto nel resto della P.A, amministrazione pubblica e sindacati hanno deciso di assegnare “a pioggia” solo la metà del fondo nazionale del merito: producendo la bellezza di 4,5 euro a lavoratore, mentre l’altra metà dei 200 milioni annui verrà assegnata attraverso la contrattazione d’Istituto, in linea con quanto previsto dal decreto legislativo Brunetta, dalla Legge Madia e dalla Legge sulla Buona Scuola, tutti orientati alla valutazione e premialità dei dipendenti pubblici. Trattandosi, infine, di aumenti lordo Stato, va ricordato che le cifre che circolano in queste ore vanno fortemente decurtate.

“È chiaro che un contratto di questo genere non può soddisfare noi come Anief-Cisal, ma nemmeno i lavoratori del comparto. Come si fa a dire ad un dipendente della scuola che deve essere felice di vedersi accreditare solo un terzo della somma che il costo della vita gli ha sottratto negli ultimi anni? Inoltre, ancora una volta, l’Italia ignora le chiare indicazioni pervenute dalla Corte di Cassazione che ha disapplicato l’illegittima discriminazione e accordato cospicui risarcimenti ai danneggiati, oltre che della giurisprudenza comunitaria”, tuona Marcello Pacifico, presidente Anief che annuncia ricorsi in Tribunale
 

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