Scuola, alunni disabili a quota 280 mila

(Teleborsa) – Quella del sostegno agli allievi con disabilità grave riconosciuta è un’emergenza nazionale, da affrontare con convinzione perché non bastano interventi ordinari per risolverla: a dirlo è stata Chiara Cozzetto, portavoce Anief intervenuta a Firenze nel corso della Conferenza “Precariato, Diplomati Magistrale e Sostegno: quali soluzioni?”.

La rappresentante del giovane sindacato si è soffermata sui 280 mila alunni disabili iscritti, certificati dall’Istat, che sono quasi il doppio dei 160mila del 2006 e che avanzano quindi ormai al ritmo di circa 10 mila nuovi iscritti l’anno. Rimane però in vigore la Legge 128/2013, che ferma al 66% i posti in organico di diritto. A cui si aggiunge il nodo della mancata attribuzione del corretto monte ore agli alunni certificati.

Quello di ricorrere ai giudici, per vedersi riconoscere le ore settimanali stabilite dalla equipe di medici cui gli uffici scolastici non danno seguito, è diventato un fenomeno sempre più comune, soprattutto nel Sud Italia. La tendenza in crescita, rilevata nel 2018, è confermata dal report pubblicato dall’Istat sull’integrazione degli alunni con disabilità: il 9% delle famiglie di alunni con disabilità della scuola primaria e il 5% della secondaria di primo grado hanno presentato negli anni un ricorso per ottenere l’aumento delle ore di sostegno. E si sono rivolti al Tribunale civile o al Tar, il 6,7% delle famiglie degli alunni della scuola primaria e il 4,7% di quelle della scuola secondaria di primo grado.

“Il sostegno agli alunni disabili – ha ricordato la sindacalista – è un’emergenza che parte dall’organico, composto da poco più di 100 mila docenti di ruolo e altri 50 mila che continuano ad operare in deroga, quindi con supplenze fino al 30 giugno, senza prospettiva alcuna di essere stabilizzati. Ma i dati nazionali ci dicono anche che ci sono 30 mila docenti già specializzati che continuano a lavorare con le graduatorie d’istituto, quindi come precari, perché le GaE vengono loro negate anche laddove le graduatorie provinciali ad esaurimento risultino esaurite: anche questa barriera d’accesso verso le Graduatorie a Esaurimento deve essere abbattuta”.

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