Scuola, al via le iscrizioni per il 2019/2020: il futuro per i ragazzi comincia da qui

Partono le iscrizioni per l'anno 2019/2020: scegliere bene il percorso di studi è il primo passo per assicurarsi un lavoro

(Teleborsa) La scelta del percorso di studi è un passaggio fondamentale nella vita di tutti noi: anche da questo infatti dipenderà il  nostro successo futuro e quindi di riflesso il grado di soddisfazione e soprattutto di benessere sotto il profilo economico. Puntare su una professione piuttosto che su un’altra, insomma, può far pendere l’ago della bilancia da una parte piuttosto che dall’altra, inferno o paradiso, e garantirci un avvenire ricco di soddisfazioni oppure no. Un vero e proprio dilemma, insomma, reso ancora più delicato dalla crisi che di certo ha ridotto le possibilità offerte da un mercato del lavoro sempre più in debito di ossigeno.  

Scuola, al via le iscrizioni per il 2019/2020 –  A proposito di scuola e futuro, intanto, dalle 8 del 7 gennaio sono aperte le iscrizioni per le prime classi delle scuole elementari, medie e superiori. Le iscrizioni on line sono obbligatorie per le scuole statali e facoltative per le scuole paritarie,
Sul sito del ministero dell’Istruzione,  le istruzioni in dettaglio sui passaggi da seguire una volta registrati e avviata l’iscrizione, a cui si accede cliccando sul tasto verde “Accedi al servizio”. Il sito del MIUR comunica anche che se la scuola scelta per l’alunno non dovesse avere posti sufficienti, la domanda verrà indirizzata automaticamente alle scuole scelte come alternativa durante la compilazione della domanda. Tutti gli aggiornamenti sullo stato della domanda arriveranno direttamente nella casella di posta inserita in fase di registrazione. Le iscrizioni termineranno alle 20 del 31 gennaio. 
Una volta scelta la scuola, il dado è tratto. Anni di studio e sacrifici per portare a casa il famoso e tanto ambito “pezzo di carta” per garantirsi un futuro stabile. Purtroppo, sembra non essere proprio così visto che nei fatti le cose vanno diversamente per una bella fetta di giovani laureati. 
Numeri alla mano, a trent’anni, infatti, quattro giovani su dieci sono senza lavoro o sottoccupati. A dirlo sono i dati dell’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, secondo il quale nel 2017 degli oltre 1,7 milioni di trentenni con la laurea, il 19,5% (344mila) è privo di occupazione, mentre un ulteriore 19% (circa 336mila) è impiegato in posizioni professionali che non richiedono laurea.
IL LAVORO E’ UN MIRAGGIO MA C’E’ UN ENORME PARADOSSO… – Senza contare che c’è da fare i conti con un enorme paradosso: se trovare lavoro, come detto fin qui, è spesso un miraggio, ce ne sono alcuni molto richiesti in cui scarseggiano i candidati. Secondo gli ultimi dati di Unioncamere e Anpal ad aprile su 143mila posizioni offerte agli under30, il 30 per cento è “di difficile reperimento”, cioè le imprese fanno fatica a trovare il candidato giusto.
Spiccano ai primi tre posti dei profili più difficili da collocare, i periti tecnico-informatici, gli ingegneri, gli artigiani e gli operai specializzati.
Secondo le stime di Confindustria le imprese nei prossimi anni avranno bisogno di 272mila addetti in più da impiegare nei settori chiave della manifattura meccanica, chimica, tessile, alimentare e delle nuove tecnologie: nel 60% dei casi si tratta di tecnici e laureati in materie scientifiche.
 Ma la lista è ancora lunga: l’Osservatorio dell’Agenzia per il lavoro e-work sottolinea come in Italia scarseggino gli artigiani.
ELETTRICI E IDRAULICI CERCANSI –  Elettricisti, idraulici,cablatori, manutentori, periti elettrici ed elettrotecnici. Manualità, purtroppo, fa rima con disvalore. Sporcarsi le mani, insomma, piace poco. “Per molti giovani i mestieri artigiani non sono professioni ambite perché c’è un atteggiamento culturale che collega i lavori ad alta manualità a un disvalore” Lo dice Paolo Ferrario, presidente e amministratore delegato di e-work.
E’ il lavoro insomma la grande incognita del nostro tempo che spinge numerosi italiani, giovani ma anche over 50 a fare le valigie per cercare fortuna professionale fuori dai nostri confini, come sottolinea l’ultimo rapporto Migrantes. E anche in questo caso, la scelta deve essere molto oculata: da scartare Spagna e Grecia, ad esempio, che a  livello di disoccupazione ultimamente non se la passano meglio dell’Italia.
 PER CHI CERCA FORTUNA ALTROVE – Secondo il portale Eures, Malta, isola con 460mila abitanti, dove il tasso di occupazione è salito dal 66% a oltre il 72% dal 2013 al 2017 e quello di disoccupazione è passato – nello stesso periodo – dal 6,1 al 4%, potrebbe fare al caso vostro.
Non mancano infatti opportunità per traduttori, dirigenti nei servizi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, contabili, dirigenti dell’edilizia e dei servizi finanziari, avvocati, ingegneri meccanici e sviluppatori web e multimediali.Requisito fondamentale è naturalmente l’ottimo livello di inglese.
Scuola, al via le iscrizioni per il 2019/2020: il futuro per i ragazzi...