Sciopero supermercati Auchan 30 ottobre: modalità e motivi

Per l'intera giornata di oggi, i lavoratori del gruppo Auchan incroceranno le braccia. Presidio sotto il MISE

Magari i vertici Conad immaginavano un’operazione più semplice. Sapevano che non tutto sarebbe stato rose e fiori, ma un’opposizione così forte da parte dei lavoratori Auchan e Sma probabilmente non l’avevano messa in conto.

Così, mentre l’acquisizione dei punti vendita Auchan può dirsi conclusa, gli oltre 18 mila dipendenti dei punti vendita Auchan, Sma e delle varie aziende dell’indotto si preparano ad incrociare le braccia. Per la giornata di oggi è in programma uno sciopero generale dei lavoratori Auchan, Sma e delle aziende dell’indotto, preoccupati di quello che potrà essere l’esito finale del processo di incorporazione della rete Auchan e Sma all’interno di quella Conad e, soprattutto, di quello che potrà essere il loro futuro.

La giornata di agitazione è stata indetta dalle sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs, che da mesi portano avanti la vertenza dei lavoratori del gruppo francese. Il timore, infatti, è che solo una parte dei lavoratori attualmente impiegati da Auchan, Sma e dalle aziende dell’indotto (sicurezza, pulizie, mensa, logistica e altre) venga riconfermato. Secondo alcune stime, oltre il 60% dei dipendenti rischia di perdere il lavoro, con conseguenze economiche e sociali facilmente immaginabili.

“Abbiamo il timore fondato che potrebbero esserci migliaia di esuberi – afferma Alessio Di Labio segretario nazionale della Filcams Cgil -.La rete Auchan e Sma è fatta di migliaia di lavoratrici e lavoratori vivi e vegeti, con dietro altrettante famiglie, che non possono essere liquidati con metafore che riteniamo offensive“. Da qui nasce la giornata di protesta alla quale prenderanno parte tutti i 18 mila dipendenti del gruppo, con la probabile chiusura di tutti i punti vendita sul territorio nazionale.

Lo sciopero, che prenderà il via sin dalle prime ore del giorno, porterà i lavoratori Auchan a fare presidi in moltissime città d’Italia. Il più corposto dovrebbe essere quello previsto sotto la sede del Ministero dello Sviluppo Economico a Roma, dove le parti sociali incontreranno i vertici del gruppo Conad e vertici dello stesso MISE. Secondo le parti sociali, infatti, è necessaria una risposta da parte della politica, che negli ultimi anni si è limitata solamente a liberalizzare gli orari di apertura e chiusura, ignorando invece una crisi economica di settore sempre più pronunciata.

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