Sciopero Ryanair: dipendenti Polacchi e Tedeschi per sostituire chi sciopera?

Ryanair starebbe richiamando personale da Germania e Polonia per sostituire chi sciopera, ma l'azione non sarebbe legale denuncia il sindacato

Ryanair torna in prima pagina, grazie al sindacato belga, che denuncia la scelta della società di richiamare personale da Germania e Polonia.

Lo scopo? Sarebbe quello di sostituire gli assistenti che decideranno mercoledì e giovedì di scioperare e non lavorare. L’agitazione è stata fissata in Belgio, ma anche in Spagna, Portogallo e Italia e ha costretto la compagnia a proporre a migliaia di passeggeri cambi di volo o rimborsi completi. “Il 90% dei passeggeri interessati sono stati trasferiti su voli differenti” ha affermato Ryanair. Guardando in Europa, sono seicento i voli annullati a causa dello sciopero: la Spagna è la più colpita, mentre l’Italia riesce a tamponare.

Se la compagnia ha quindi l’intenzione di arginare i danni dello sciopero che solo a Bruxelles ha cancellato l’80% dei voli, il sindacato belga CNE si chiede quanto sia legale tale operazione. Il sindacato chiede soprattutto alle autorità belghe del lavoro di verificare che le regole siano state rispettate. Se a Bruxelles non danno gran peso e le autorità non hanno fatto avere risposta, “in Spagna e Portogallo hanno già annunciato che controllerrano da vicino le azioni di Ryanair durante gli scioperi”.

Scioperi e tensioni giungono proprio mentre la compagnia pubblica conti preoccupanti. Nel secondo trimestre infatti è crollato del 22% l’utile di Ryanair, scendendo a poco meno di 310 milioni. A far calare i profitti da un lato l’aumento dei prezzi del petrolio, a causa dei quali Ryanair ha dovuto rincarare di 118 milioni di euro le spese. In più, la società ha speso di più per il personale e ha aumentato il salario ai piloti al fine di alleviare le tensioni dell’estate 2017.

Nonostante scioperi e dissensi, Ryanair registra comunque un aumento del 7% del numero dei passeggeri, passando a più di 37 milioni nel secondo trimestre. Tutto ciò avviene nonostante i più di 2 mila annullamenti di voli relativi agli scioperi dei controllori del traffico aereo in diversi Paesi. Dopo un periodo di crescenti proteste, la società ha preso la decisione di riconoscere per la prima volta i sindacati dei piloti e del personale di bordo.

Ed in particolare sul trattamento dei propri dipendenti, la compagnia aerea afferma: “L’equipaggio di cabina di Ryanair guadagna fino a 40.000 euro l’anno, più del doppio rispetto al salario minimo, lavora con turni da 5 giorni di lavoro e 3 di riposo, l’equivalente di un weekend festivo ogni settimana, non può volare (per legge) più di 900 ore per anno, gode di turni che superano tutti i requisiti minimi di riposo stabiliti dall’Easa, riceve una formazione gratuita, un’indennità di nuova iscrizione di 750 euro e un rimborso giornaliero per la formazione di 28 euro,  un’indennità annuale di 400 euro dopo il primo anno di lavoro per coprire i costi accessori come uniformi, visite mediche e IDs”. Infine, Ryanair sottolinea di essere impegnata in negoziazioni con i sindacati nazionali per il personale degli equipaggi di cabina in Europa e ha concluso accordi di riconoscimento sindacale con i sindacati Impact nel Regno Unito, i Verdi in Germania e Fit Cisl, Anpac/Anpav in Italia.

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